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Reggiana in vetta. Diana: "Siamo forti, non ci nascondiamo: ma non parliamo di fuga"

ESCLUSIVA TMW - Reggiana in vetta. Diana: "Siamo forti, non ci nascondiamo: ma non parliamo di fuga"
© foto di Uff. Stampa AC Reggiana 1919
giovedì 11 novembre 2021, 13:04Serie C
di Claudia Marrone

I voli pindarici sono al momento vietati, ma la classifica che parla di un primo posto nel Girone B di Serie C è un dato di fatto, così come che la carriera di Aimo Diana ha preso uno slancio importante, dopo le due eccellenti stagione a Renate.
Il campionato è però lungo, ed è quindi vietato abbassare la guardia, come ha confermato il tecnico della Reggiana nell'intervista rilasciata ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com.

La classifica parla di vetta in solitaria: a inizio stagione era preventivabile una posizione di questo livello?
"Probabilmente no, non era preventivabile, nessuno pensava di partire così perché, pur avendo allestito un ottimo organico, c'era anche altri club, soprattutto nel nostro girone, ad aver costruito rose importanti: sapevamo però di poter stare nel lotto di club che potevano ambire alle prime posizioni, e ora stiamo collezionando risultati importanti. Come noi, comunque, anche altre squadre stanno facendo un buon percorso, altre stanno emergendo come ci si poteva aspettare: la classifica rispecchia abbastanza gli organici, ma non ci sono ancora squadre tagliate fuori dai giochi".

Non c'è quindi la pressione, e ancor di più l'obbligo, di dover mantenere questo primo posto?
"Di obblighi non ne ce sono, perché non siamo partiti per puntare esclusivamente al primo posto: quando ho accettato la proposta della Reggiana mi è stato chiesto di riaccendere l'entusiasmo, di riavvicinare la gente al club dopo un anno particolare segnato dal Covid e dalla retrocessione, e io, con i ragazzi, sto cercando di fare questo. Con le pressioni di una piazza importante che ha una storia calcistica di livello. Non abbiamo mai accampato scuse, pur essendo anche noi tra gli organici nuovi che hanno dovuto trovare una quadra e un'alchimia, ma sappiamo che la Serie C è fatta di momenti: ce ne sono di belli, ma ce ne saranno anche di brutti. E in quel caso la pressione sarò io a misurarla, non la subiremo".

Sembra quindi vi stiate già preparando anche a quell'eventualità...
"Come ho detto, il calcio è fatto di momenti, il campionato me lo sta confermando. L'importante è non far tornare quel negativismo che immagino ci sia stato lo scorso anno, perché quando una struttura ha basi importanti può tremare, sì, ma si rimette anche subito a posto. Purtroppo però nel calcio si vive troppo di risultati e con la perenne paura del giudizio altrui, non capendo che un errore può starci: serve andare oltre, senza farsi condizionare, trovando il giusto equilibrio. Dentro il campo, e anche fuori, per vivere poi al meglio il tutto".

Accennava alla retrocessione dello scorso anno. Cosa l'ha spinta a sposare un progetto apparentemente ostico lasciando un'isola felice come Renate?
"Dopo due anni e mezzo a Renate, bellissimi e importanti, che hanno fatto la mia fortuna, avevo bisogno di elevare un po' la pressione, di misurarmi con una piazza diversa dove sarei stato meno coccolato, di prendermi qualche responsabilità in più. Reggio Emilia era la piazza giusta, fare una Serie C non è poi così diverso che fare una Serie B altrove, specie per me che non ho mai fatto distinzioni tra le due categorie".

A proposito di Serie B, alle porte c'è uno scontro diretto con il Cesena: come arrivate al match?
"Con la massima serenità, non la sento una gara diversa da altre: lotteremo contro una formazione che sta facendo gli stessi nostri risultati, e a me la cosa non meraviglia, hanno un organico importante anche loro. Noi sappiamo di esser forti e non ci nascondiamo, a differenza di chi lo è ma finge di non esserlo, e occorre fare una disamina tecnica: se vinceremo noi saremo più bravi di loro, se vinceranno loro saranno più bravi di noi. Ma non credo sia una gara decisiva, è semmai una partita di passaggio, come tante altre, che ci può dare ulteriori indizi su quello che può essere il nostro campionato. Richiamerà una bella cornice di pubblico, spero per questo che sia una bella gara".

In caso di vittoria, ci sarebbe però un mini allungo. E' presto per usare la tanto sdoganata parola "fuga"?
"Parlare di fuga adesso è complicato, se vincono anche altre squadre i distacchi sarebbero minimi. Da fuori poi è giusto che ognuno si faccia un'idea magari anche diversa, ma con un solo terzo del campionato andato in archivio non si può parlare in certi termini, specie perché essere avanti di tanto ora non dà garanzie particolari: ricordo le preoccupazioni del mio collega Cristiano Lucarelli lo scorso anno alla Ternana o il distacco che aveva l'Alessandria da noi e dal Como, poi annullato. Nel corso di una stagione subentrano tanti fatti, è presto ora per tirare le somme".

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