Salernitana, cresce l'entusiasmo: Arechi da 15mila per i playoff. Cosmi recupera tutti
Si entra nella settimana che condurrà la Salernitana ai playoff. In attesa di conoscere il primo avversario, i granata stanno approfittando della pausa per recuperare pezzi e per svuotare completamente quell’infermeria che è stata sempre molto affollata durante questa stagione. Faccia tutti gli scongiuri del caso mister Cosmi, ma al momento ci sono piacevoli problemi d’abbondanza. Capomaggio ha ripreso a lavorare in gruppo, Inglese ha fatto il suo rientro a Foggia dopo quasi 5 mesi di stop forzato e ha approfittato dei 14 giorni in più per mettere benzina nelle gambe al pari di Gyabuaa. Stesso discorso per Villa: lesione muscolare ormai alle spalle e possibilità di riprendersi il posto sulla corsia di sinistra. Finanche Berra, che sembrava quello più a rischio per gli spareggi, intensificherà da domani i carichi di lavoro e sarà convocabile per la gara del 10 maggio. Una data, tra l’altro, che evoca bellissimi ricordi alla torcida granata visto che nel 1998 e nel 2021 sancì la promozione in serie A della Bersagliera. Cabala a parte, il tecnico dovrà ora scegliere la formazione tipo da mandare in campo per il match d’andata, con le due gare in pochissimi giorni che senza dubbio spingeranno l’esperto trainer perugino a gestire le risorse con cautela e senza dimenticare che basterebbe anche un doppio pareggio per garantirsi il passaggio del turno.
Prima della fine della regular season si era trovato un undici base, schierato con il 3-4-1-2. Donnarumma confermato tra i pali, davanti a lui sono certi del posto Arena e Golemic mentre per la terza maglia è bagarre. Anastasio braccetto ha convinto, Matino è sempre stato tra i migliori quando chiamato in causa, Berra ha esperienza e duttilità per ricoprire ogni ruolo nel pacchetto arretrato. Le riserve saranno sciolte presumibilmente soltanto nell’allenamento di rifinitura in programma sabato. A destra sembra intoccabile Cabianca, a sinistra Villa scalzerà un Longobardi comunque affidabile anche sull’out mancino. Imbarazzo della scelta anche in mediana. Stessero bene fisicamente ci si affiderebbe al tandem Capomaggio-Gyabuaa, con l’auspicio che il capitano possa tornare a essere quello decisivo di Cerignola e non il calciatore balbettante che spesso ha fatto imprecare i tifosi. De Boer e Tascone, tuttavia, scalpitano e a Foggia hanno lanciato un segnale: vogliono vivere la post season da protagonisti e non da spettatori. Senza dimenticare l’esperienza di Carriero e l’entusiasmo della gioventù di un Di Vico che Cosmi ha etichettato come predestinato. In avanti Ferraris agirà alle spalle di due punte forti fisicamente. Inglese è il pupillo di Cosmi e dello spogliatoio, ma farlo partire dal primo minuto sarebbe un azzardo. Facile immaginare si partirà con Lescano e Ferrari, ma con l’ex Parma pronto a dare il proprio apporto nella ripresa al pari di quell’Achik che costituisce il classico calciatore di squilibrio che cambia volto alle gare da subentrante sfruttando la stanchezza degli avversari. A proposito di atleti da recuperare, sin qui Antonucci è stato oggetto misterioso. Il prodotto scuola Roma, però, in B ha dimostrato di avere mezzi interessanti e la dirigenza s’aspetta che possa determinare quantomeno negli scontri diretti: al momento è una delle delusioni stagionali, ma nel calcio basta poco per svoltare e per riscrivere la storia.
Sullo sfondo, poi, c’è la questione societaria. Dopo il fallimento della trattativa con Rufini (in realtà mai vicina alla chiusura nonostante narrazioni lontane dalla realtà), ci si aspettava una nota ufficiale da parte di Iervolino, ancor di più dopo il passo indietro degli ultras e dei club organizzati che hanno accantonato ogni forma di contestazione. Una stretta di mano “virtuale” c’è stata dietro le quinte, merito dell’opera di mediazione di un Pagano sempre più factotum e unico riferimento vero per squadra, dirigenza e staff tecnico. Al momento Iervolino non ha cambiato idea: vuole cedere e farsi da parte, pare anche su pressioni familiari. Ma il ritrovato affetto di buona parte della piazza, magari abbinato a un playoff da protagonisti, potrebbe far scoccare di nuovo la scintilla. In fondo non sarebbe la prima volta. Intanto il dodicesimo uomo si prepara a creare un clima magico in città e in provincia. Per la gara interna del 13 maggio dovrebbero essere all’Arechi anche tanti salernitani che risiedono in altre città d’Italia, oltre alle tifoserie gemellate. Attesi almeno 15mila spettatori. E sul web si invoca un allenamento a porte aperte per vivere in simbiosi con la squadra l’emozione dell’attesa. Un fattore che la società non può e non deve più disperdere.











