Lacrime durante la conferenza stampa dell'Iran, Dirar e Jafari: "Siamo preoccupate"
La preoccupazione nella formazione femminile dell’Iran, impegnata in Coppa d’Asia femminile in Australia, è palpabile per quanto sta succedendo in patria dopo lo scoppio del conflitto con Israele e Stati Uniti e i continui raid su Teheran e tutto il territorio nazionale che hanno già provocato numerosi morti. Le calciatrici iraniane avevano lasciato il paese da pochi giorni, quando sono iniziati gli attacchi e si trovano dunque all'estero senza possibilità di contattare i loro cari in patria.
Nel corso della conferenza stampa alla viglia della sfida contro le padrone di casa infatti sia l’allenatrice Marziyeh Jafari sia la calciatrice Sara Didar non sono riuscite a trattenere le lacrime parlando della difficoltà di essere lontane da casa e non avere notizie dai propri familiari e amici: “Siamo tutte molto preoccupate e tristi per ciò che succede in Iran, per le nostre famiglie e i nostri cari. Spero davvero che il nostro paese abbia presto buone notizie e che resti forte e vivo", ha spiegato la giocatrice iraniana. "Siamo molto in ansia per le nostre famiglie e per tutte le persone in Iran. Nessuno ama la guerra. - le ha fatto eco la ct - Ma siamo qui per giocare a calcio professionalmente, e faremo del nostro meglio per concentrarci sul calcio e sulla prossima partita".
Lunedì scorso la squadra, in occasione della gara d’esordio contro la Corea del Sud, è rimasta in silenzio durante l’inno nazionale anche se non sono arrivate spiegazioni sul gesto che può essere letto sia come una protesta nei confronti del regime degli ayatollah sia come segno di lutto per i tanti morti civili – a partire dalle oltre 500 bambine colpite in un raid su una scuola femminile – di questi primi giorni di conflitto. Durante i Mondiali del 2022 anche i giocatori della nazionale maschile erano rimasti in silenzio durante l'inno, ma in quel caso era stata una chiara protesta contro la repressione delle rivolte in Iran.











