Gama: "Soncin ha lavorato bene con la Nazionale. Siamo nella 'fase 2', una nuova sfida"
"Da Firenze, nel 2015, sono partite tante cose interessanti, ed è poi la casa delle Nazionali, ha a che fare con tutto il nostro calcio: vogliamo dare alle calciatrici la loro festa, vogliamo premiarle in relazione alla scorsa stagione e parlare però anche di cultura": così, il capo delegazione della nazionale femminile italiana Sara Gama, che ha partecipato alla presentazione della terza edizione di 'Women4Football', che si è tenuta stamani presso Sala Macconi di Palazzo Vecchio.
L'ex calciatrice ha poi commentato più in generale il momento femminile, che si dice essere sempre più in crescita: "C'è ancora un lungo lavoro da fare sulla base, i nostri numeri sono ancora limitati, e se vogliamo far crescere l'Elite, che comunque continua il suo percorso, dobbiamo aumentare quello che sta sotto, lavorare sul territorio: è una sfida a lungo termine, non una cosa che si fa in due giorni, ma qualcosa su cui va messo il focus".
Focus che, dopo l'evento, si sposta alle qualificazioni ai prossimi mondiali. Le azzurre sono partite con la sconfitta contro la Svezia e ora arriva una gara quasi decisiva contro la Danimarca: "Sapevamo prima di iniziare questo percorso che c'è un posto che manda al Mondiale e tutte le Nazionali sarebbero state competitive, ci sono formazioni come la Serbia in crescita oltre poi a realtà consolidate. Non siamo partite bene, ma ora ci sarà massima attenzione sulla gara che verrà: il CT Soncin sta lavorando bene, c'è stato il debutto di tante giovani, e ora ha cambiato la squadra come è normale che sia, c'è stato un processo di rinnovamento da lui gestito bene, ora siamo nella 'fase 2' del percorso. È una nuova sfida".
Nota conclusiva alle - ormai diverse - calciatrici che vanno all'estero: "La prima cosa da prendere è che se le ragazze vengono ricercate all'estero è perché il livello si è alzato, siamo pronte per andare in certi campionati, ma non competiamo ancora a livello di investimenti con certi tornei, questo non va negato. Però sono esperienze, quelle delle ragazze, che arricchiscono poi la Nazionale, anche se l'Italia perde delle protagoniste. Questo dispiace, ma fa parte del percorso".











