Spezia, il Picco non è più un fortino: serve un cambio di passo per puntare la salvezza
Non è passato troppo tempo da quando le fortune dello Spezia in campionato erano legate, anche al ‘Fattore Picco’, ma negli ultimi mesi giocare in casa non è più diventato un punto di forza della formazione allenata da Roberto Donadoni, e prima ancora da Luca D’Angelo. Per questo, nonostante da qui alla fine del campionato i liguri giocheranno la metà delle sfide fra le mura amiche, la preoccupazione resta invariata.
La squadra dell’ex ct infatti è ventesima per punti conquistati in casa con appena 13 punti in 14 gare frutto di sole tre vittorie come Pescara e Padova. Una media di 0.93 punti a partita che non promette nulla di buono in vista dell’ultima parte di stagione con una salvezza tutta da conquistare e con all’orizzonte la sfida contro un Monza lanciatissimo verso la promozione diretta in Serie A. Non che il ruolino di marca lontano dal Picco sia diverso: anche in questo caso tre sole vittorie e gli stessi 13 punti conquistati in casa.
Inevitabile dunque che in queste ultime dieci gare di campionato lo Spezia debba cambiare radicalmente marcia se non vuole sprofondare in Serie C, a partire appunto da quel Picco che deve tornare a essere un fortino (quasi) inespugnabile come fu negli scorsi anni. L’affetto e il sostegno dei tifosi finora non è mancato, nonostante i risultati negativo, ma ora gli uomini di Donadoni devono dimostrare di essere all’altezza del calore della piazza.











