Il Bologna torna a vincere: 3-2 al Verona. Italiano: "Dopo il blackout segnali positivi"
Gara ricca di emozioni, colpi di scena, errori e bei gol al Bentegodi: il Bologna di Italiano strappa tre punti al Verona vincendo 2-3. Che alla fine dei due tempi di gioco subisce anche il disappunto dei propri tifosi (fischi). Per un Bologna che si riporta in zona Europa, c'è un Verona che rimane ultimo (con il Pisa) a 13 punti. I gialloblu pagano le proprie fragilità: quinta partita senza vittorie per la squadra di Zanetti, che ora ha di fronte degli scontri diretti che diventano cruciali, a partire dalla trasferta di Cremona, di lunedì.
Orsolini risponde a Orban
Dopo un pallonetto senza successo da parte di Bernede, arriva il gol del Verona, che deve fare a meno di Belghali, fermato da una distorsione alla caviglia. Sugli sviluppi di un corner del Bologna è clamorosa la percussione di Bernede: il centrocampista corre per circa 60 metri eludendo tre giocatori avversari prima di scaricare, al 13', il pallone a Orban che, tutto solo, batte Ravaglia. Il Bologna però non si scompone e riprende immediatamente il match. Freuler batte corta una punizione dalla destra, servendo Orsolini: l'esterno della Nazionale si accentra e lascia partire un delizioso sinistro a giro, che si insacca vicino al 'sette'.
Odgaard e Castro: il Bologna dilaga
Al 29' Dominguez scappa alle spalle di Unai Nunez ricevendo un lungo lancio dalle retrovie da parte di Miranda, poi serve al limite Odgaard che è chirurgico nel battere Montipò con un sinistro all'angolino, di prima intenzione. Orsolini ci prova da fuori: botta alta. Al 43' il tris è servito: Castro riceve al limite un pallone dal colpo di testa di Pobega (ad anticipare Al Musrati) e scarica, di prima intenzione, un bolide al volo che colpisce la traversa, sbatte sulla linea di porta e poi si insacca. Clamorosa la chance sciupata da Sarr al 77': palla vagante in area, l'attaccante da due passi tira in bocca a Ravaglia.
Freuler riapre la gara con un autogol
Zanetti prova a cambiare qualcosa inserendo anche Giovane per Serdar e passando all'attacco a tre, ma è il Bologna a bussare di nuovo con i tiri di Dominguez e Pobega, che finiscono fuori. Abbozzo di reazione al 64' dei padroni di casa: sforbiciata di poco fuori misura di Sarr sulla discesa di Gagliardini. Anche Giovane prova una rovesciata, che però è debole e centrale. Sono tentativi sporadici, ma il Verona sembra sfilacciato nella reazione. Serve un episodio, che arriva al 72': cross di Orban, Freuler infila Ravaglia nella propria porta. La reazione si esaurisce qui: vince il Bologna 3-2.
Bologna, Italiano: "Segnali positivi dopo il blackout"
Così il tecnico del Bologna, Vincenzo Italiano, in conferenza: ""Diciamo he abbiamo bisogno di mettere a posto diversi tasselli. A Como avevamo iniziato nel modo giusto facendo bene dietro per 60 minuti. Oggi abbiamo fatto bene lì davanti, non mi è piaciuto come abbiamo subito i gol, soprattutto il secondo che ha riaperto la gara. Ma sono contento: abbiamo avuto un blackout e fra Como e stasera abbiamo avuto segnali belli, non potevamo essere spariti".
Verona, Zanetti: "Blackout inspiegabile e inaccettabile"
Così il tecnico del Verona, Paolo Zanetti: "Analizzare questa gara mi viene semplice: siamo partiti bene, andando in vantaggio, poi c'è stato un blackout inspiegabile e inaccettabile per una squadra che è ultima. Non deve accadere. Spiegare il perché è veramente difficile anche da parte mia. Poi c'è l'orgoglio di una bella reazione, fermo restando che abbiamo affrontato in fila delle squadre di un livello altissimo, oggi ci hanno fatto tre gol in fila di cui due all'incrocio. E abbiamo avuto occasioni, più di loro se vedete i dati. Abbiamo avuto la palla per pareggiarla e non lo abbiamo fatto. Non è una prestazione completamente da buttare. Ma una buona prestazione con un tratto nel mezzo dove soprattutto dietro abbiamo mollato l'aggressività. Nel secondo tempo siamo stati sbilanciati con tre punte e un ragazzino dietro che è entrato benissimo, con un piglio ed un'anima diversa. In alcuni momenti stanno mancando un po' gli uomini e questo mi dà molto fastidio. Prenderci degli alibi non è corretto quando non diamo il 100% in campo. Voglio piangere dando l'anima, con gente che dà tutto. Questo è troppo importante. Sappiamo chi siamo, vediamo cosa fanno le altre squadre, noi dobbiamo salvarci per come siamo e dando tutto. Quando lo facciamo anche contro squadre forti riusciamo a giocarcela ed a fare dei gol. Soprattutto dietro, nonostante abbiamo messo dei ragazzi, sono stati più attenti e più sul pezzo. Dobbiamo essere chiari, guardarci in faccia e capire chi ci vuole stare e chi no".











