Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroQatar 2022FormazioniCalendari
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacremoneseempolifiorentinahellas veronainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliromasalernitanasampdoriasassuolospeziatorinoudinese
Canali altre squadre alessandriaascoliavellinobaribeneventobresciacagliaricasertanacesenafrosinonegenoalatinalivornonocerinapalermoparmaperugiapescarapordenonepotenzaregginaternanaturrisvenezia
Altri canali serie bserie cchampions leaguefantacalcionazionaliesportsstatistichestazione di sosta

La Nazionale e le tante questioni irrisolte. Da analizzare e risolvere anche dopo due vittorie

La Nazionale e le tante questioni irrisolte. Da analizzare e risolvere anche dopo due vittorieTUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
martedì 27 settembre 2022, 08:00Il corsivo
di Raimondo De Magistris
fonte Dal nostro inviato a Budapest

Adesso bisognerà aprire una riflessione. Archiviate le sfide contro Inghilterra e Ungheria nel modo migliore con due vittorie e l'accesso alle final four di Nations League, il ct Roberto Mancini dovrà sedersi attorno a un tavolo con i suoi collaboratori, con lo staff e gli uomini della Federazione e capire come sia possibile ritrovarsi a dover diramare delle convocazioni senza metà di quei giocatori che, in una situazione di normalità, avrebbe convocato. Perché va bene dire che si ripartirà da questo gruppo, che chi oggi c'era ci sarà ancora domani. Ma il fatto che nell'ultimo anno sia stata sempre la Nazionale a fare un passo indietro dinanzi a qualsivoglia problema ha causato non pochi problemi e contribuito alla mancata qualificazione al Mondiale.

Anche Mancini sembra ormai stufo di camminare sul filo di un equilibrio sempre più sottile. "Questa è una squadra che andrebbe amata un po' di più", ha ripetuto spesso in questi giorni. Anche in un momento di parziale disinteresse, soprattutto dopo una mancata qualificazione al Mondiale. Ma un conto sono i tifosi che dell'azzurro si interessano solo quando c'è per lo mezzo un Mondiale o un Europeo, un altro sono i calciatori che non possono smettere di vedere Coverciano come un punto di arrivo.
Invece non è così. O meglio, non è così per tutti. Altrimenti non si spiegherebbe il motivo per il quale giocatori come Zaniolo e Zaccagni, quasi necessari vista le tantissime assenze in attacco, non sono stati chiamati da Mancini per far spazio a chi non gioca nel Napoli o non lo fa nella Lazio. Però in Zerbin e Cancellieri il ct ha visto la voglia e l'entusiasmo di sposare il progetto azzurro. Aspetti che, evidentemente, a giugno non ha visto in chi nell'ultima settimana non c'era.

Ma non c'è solo questo. Ci sono le ingerenze di chi blocca Ciro Immobile quando il bomber della Nazionale, pur non al 100%, è pronto a imbarcarsi direzione Budapest. C'è poi chi come Leonardo Spinazzola ha chiesto esplicitamente di restare a Trigoria per allenarsi. Ci sono poi tantissime partite - troppe - che portano con sé infortuni e trasformano il momento delle convocazioni in una corsa a ostacoli. Ognuno ha le sue motivazioni, ognuno può esporre le proprie valide ragioni. Tutto giusto: ma da quando la Nazionale viene dopo tutto il resto?

Tra giugno e settembre, Mancini ha gettato le basi per costruire un progetto a medio-lungo termine. Pensando all'Europeo del 2024, puntando (speriamo...) il Mondiale americano. Però guardare a lungo termine vuol dire anche sedersi attorno a un tavolo col presidente Gravina e analizzare il perché per questa Nazionale ci sia sempre meno interesse e materiale. Se il primo può essere riacceso con i risultati, il secondo dovrebbe essere la base per ottenerli quei risultati. Ma oggi il campionato, dopo 7 giornate, parla di un 67% di giocatori stranieri utilizzati contro il 33% di italiani, solo 1 su 3 in un campionato - il nostro - che non è nemmeno più competitivo come qualche anno fa. Dei correttivi sono necessari perché a detta del ct la situazione è anche peggiorata rispetto a quattro anni fa.
Venerdì sera a San Siro l'Inghilterra giocava in attacco con calciatori di City, Tottenham, Chelsea e Arsenal, noi con due ragazzi fino a qualche mese fa erano al Sassuolo e ora provano a ritagliarsi spazio e importanza al Napoli e al West Ham. Ieri abbiamo schierato chi ancora cerca i primi minuti al Leeds United. Abbiamo vinto, d'accordo, ma s'è quasi (giustamente) urlato al miracolo per aver battuto una Inghilterra assorta nei suoi problemi. Li abbiamo battuti così come vincemmo a casa loro un anno e mezzo fa, in una gara molto più importante perché noi siamo sempre in grado di creare eccezioni, di esaltarci nelle difficoltà. Però per l'Italia fino a 15-20 anni fa era la normalità avere un parco giocatori tecnicamente alla pari o superiore a quello degli inglesi o dei tedeschi. Oggi sulla carta non c'è storia e se li battiamo è un'impresa. Per una Nazionale come la nostra non può funzionare così. Non funzionava così.