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Paratici ricompra Romero al triplo. Il Tottenham fa il mercato che la Juve non può fare

Paratici ricompra Romero al triplo. Il Tottenham fa il mercato che la Juve non può fareTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
venerdì 23 luglio 2021 14:45Il corsivo
di Ivan Cardia

Paratici dà, Paratici prende. Il mercato del Tottenham parla italiano, e d’altronde c’era da aspettarselo. Con Fabio Paratici in sella la Serie A, che di questi tempi sembra tanto un supermercato per il resto d’Europa, è terreno di caccia per gli Spurs. Dopo Gollini, è Cristian Romero a essere vicinissimo al trasferimento a Londra nord. Un affare che affonda le sue radici in un altro trasferimento con gli stessi protagonisti, avvenuto solo un anno fa, quando la Juventus cedette l’argentino, poi premiato come miglior difensore del campionato a fine stagione. Se suona eccessivo definire spiccioli i 20 milioni complessivi, peraltro pagabili in tre esercizi, che la Dea ha sborsato alla Vecchia Signora all’epoca, di sicuro questa cifra impallidisce rispetto a quella che suggellerà il futuro inglese di Romero. L’Atalanta, come stima di partenza, lo valuta attorno ai 60: a 43 si può chiudere, e nel giro di una sola stagione sarebbe comunque un gran bel vendere.

Un rimpianto per la Juve. La prima considerazione è che sia curioso come, a “ricomprare” Romero, sia in fin dei conti lo stesso direttore che l’ha voluto a Torino. Peraltro, Paratici se n’era innamorato fin da subito, quando al Genoa il Cuti sembrava promettente ma fin troppo irruente per un grande teatro del calcio. Ciò non ha impedito, al ds e alla Juve, di liberarsene senza averlo mai fatto esordire, peraltro a cifre che, viste oggi, hanno il sapore del rimpianto: 2 milioni per il prestito, 2 di bonus, 16 il riscatto. A rate, peraltro. Complici gli ottimi rapporti con la Dea; la perenne ricerca di pluvalenze (che porta spesso a cedere chi si può vendere e non chi si vuole); probabilmente la sottovalutazione, avendolo tra le mani, di un ragazzo che pochi mesi dopo s’è ritrovato a giocare da titolare la finale di Copa América. A Torino non avrebbe avuto lo stesso spazio, su questo pochi dubbi. Ma la cessione di Romero, con quel taglio del cordone ombelicale che di solito invece Madama tiene vivo, è sempre sembrata fuori dalle pratiche abituali dei bianconeri e in fin dei conti rischiosa. Da 20 a 45/60, la beffa è presto servita. Ironia della sorte, per sostituirlo proprio a Bergamo potrebbe andare Demiral, sempre dalla Juve.

Il Tottenham può fare il mercato che la Juve non può fare. Per “colpa” di Paratici. La seconda considerazione è che oggi il club londinese, che per farsi un’idea l’anno prossimo giocherà in Conference League e non vince nulla dal 2008, può fare molto di più della Juventus sul mercato. Certo, di spiegazioni ve ne sono tante. La congiuntura economica, il mercato più ricco che la Premier League ha saputo crearsi rispetto alla Serie A; il fatto che, dichiarazioni di facciata a parte, al New White Hart Lane contano già le banconote in arrivo da Manchester per Harry Kane. Vista dall’Italia, e in questo caso quindi dal bianconero, la differente agibilità, che non corrisponde ai rispettivi risultati sul campo, ha però tra le sue varie origini anche le scelte fatte dallo stesso Paratici negli ultimi due-tre anni. Uno su tutti, Cristiano Ronaldo: il giocatore non si discute, l’affare sì soprattutto se ha infilato Madama in un tunnel da 31 milioni più tasse all’anno, dal quale non sa come uscire. E poi gli stipendi eccellenti, pesanti sul bilancio e difficili da smaltire in sede di cessione. In generale, la seducente grandeur del post-Marotta, che ha portato grandi colpi (De Ligt o Chiesa, per dirne due) ma pure un equilibrio a dir poco precario. Mica tutta colpa di Paratici, intendiamoci, se la Juve oggi si muove sul calciomercato come se camminasse sulle uova e, magari per paura di romperne qualcuno, non ha neanche rinnovato il contratto al suo capitano. La strategia, a Torino, si decide tutti insieme, da Agnelli in già. Però Romero, che un anno vale una cifra e l’anno dopo il triplo, con Paratici che nel primo caso lo vende e nel secondo lo acquista, è una discreta fotografia di quel che non ha funzionato in bianconero nelle ultime stagioni.

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