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Ritrovarsi necessario quando per tutti eri il problema. Immobile si è dato un'altra chance

Ritrovarsi necessario quando per tutti eri il problema. Immobile si è dato un'altra chanceTUTTOmercatoWEB.com
giovedì 22 settembre 2022, 08:00Il corsivo
di Raimondo De Magistris
fonte Dal nostro inviato a Coverciano (FI)

Ciro Immobile è l'unico centravanti italiano che ha fin qui realizzato più di un gol in Serie A. Basterebbe questo dato per spiegare perché, quando il capitano della Lazio ha pensato seriamente all'addio dalla Nazionale, Roberto Mancini l'ha chiamato dicendogli di aver ancora bisogno di lui. Non c'è un ricambio, non c'è un erede. Se è vero come è vero che Gianluca Scamacca, passato in estate dal Sassuolo al West Ham, ha bisogno di tempo per raccogliere i frutti di una scelta coraggiosa ma che richiede tempo, pazienza. E che Giacomo Raspadori, bravo a fiondarsi sull'opportunità Napoli, non è proprio il 9 ideale per come pensa il calcio Mancini, ma più una mezzapunta.

Immobile deve essere ancora il centravanti dell'Italia, ha l'obbligo di guardare avanti senza farsi affossare da trascorsi ingombranti e logoranti. Un Europeo vinto che non è 'servito' per evitare di finire nell'occhio del ciclone, soprattutto due spareggi Mondiale persi nel peggiore dei modi. Contro Svezia e Macedonia del Nord Immobile c'era, c'è sempre stato negli ultimi otto anni e la notte stregata di Palermo ha rischiato di tramutarsi nella chiusura definitiva di un capitolo. Non è stato così, soprattutto perché dire addio in quel momento avrebbe voluto dire darla vinta agli haters, ai leoni da tastiera che l'hanno indicato come unico colpevole dei fallimenti.

Questo però non vuol dire non accorgersi della differenza di rendimento. Perché Immobile alla Lazio è giocatore da un gol a partita e in Nazionale centravanti con una media molto più bassa. "Ci penso anche io ogni giorno", ha detto ieri. Non s'è celato dietro le difficoltà e questa, forse, è la vera novità di un giocatore che si è mostrato più sincero e più maturo, s'è ritrovato ad essere necessario quando per molti era da condannare e salutare.
A 32 anni, Immobile sembra aver trovato la giusta serenità per discernere critiche e offese, per capire a cosa dar peso e cosa, invece, va semplicemente denunciato. Su cosa riflettere, quali consigli accettare per migliorare. Perché forse la differenza di rendimento tra club e Nazionale è soprattutto questione di testa, dal celeste all'azzurro a cambiare è la serenità di un giocatore che non deve pensare di dover risolvere da solo tutti i problemi. Evitare di strafare per concentrarsi sul segnare, ovvero pensare solo a ciò che gli riesce meglio.