Giovani e Serie D: un bacino importante da cui pescare
E se un piccolo contributo all'ennesima, tanto sbandierata ma poco applicata, rinascita del calcio italiano venisse dai Dilettanti? Perché le statistiche non mentono: lo scorso week-end sono stati parecchi i ragazzi, seguiti da La Giovane Italia, ad andare in gol e a fornire prestazioni di livello. Basta guardare la storia di Tommaso Marras del Chieri (che nel frattempo ha fatto esordire anche Alessandro Re, classe 2005), passato al Monza grazie a una stagione importante proprio in Serie D. E poi c'è Lorenzo Sangiorgio del Gozzano, andato ancora una volta a segno: un esterno offensivo che può agire su entrambe le fasce, può cercare il fondo con facilità per andare al cross se schierato a destra, se messo in posizione di attaccante sinistro, tende ad accentrarsi per cercare la conclusione.
Anche Diego La Rotonda, 2002 della Sanresmese ha timbrato il suo 4 gol, un centrocampista di lotta e di governo, con una buona propensione offensiva e tanta grinta e personalità. E poi Pietro Biancheri, giovane punta classe 2002 del Montebelluna, che ha messo a segno un'altra doppietta. Ragazzo di proprietà della Spal, centravanti longilineo che mette in mostra una buonissima capacità di corsa abbinando rapidità e velocità: sa come trovare il giusto posizionamento all’interno dell’area di rigore e come attaccare la profondità posizionandosi sulla linea dei difensori.
E anche nel turno infrasettimanale il 2004 Riccardo Molinari del Gozzano è andato a segno, così come il 2002 Jacopo Beniamin dell'F.C. Spinea. E anche Lorenzo Cassata, classe 2002, sta vivendo un ottimo momento, andando in gol con una certa regolarità.
E allora una provocazione: perché non accendere di più i riflettori su quelle squadre di Serie D che fanno giocare i giovani per meriti conquistati sul campo e non per obbligo? Soprattutto in una categoria dove spesso le attenzioni del grande calcio non arrivano: ragazzi che provengono da giovanili di squadre importanti, ma che poi rischiano di perdersi, anche a causa dell'obbligo di schierare per forza dei giovani, spesso fuori ruolo, spesso con l'idea di posizionarli dove possano fare "meno danni". Questa è la fiducia che vogliamo dare ai nostri ragazzi, anche in Serie D? Certo, non sarà la soluzione dei tanti problemi del calcio italiano, ma spesso scavando, come dei cercatori di pepite d'oro, qualcosa di buono potrà sicuramente uscire.











