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Stefano Rebonato, "attaccante poco bastardo"

Stefano Rebonato, "attaccante poco bastardo"TUTTOmercatoWEB.com
sabato 17 luglio 2021 06:39Podcast
di TMWRadio Redazione

Centravanti cresciuto nelle giovanili del Verona, classe '62, Stefano Rebonato è il protagonista della nuova puntata di "Storie di Calcio" a TMW Radio. Nella stagione 1986-1987 si è imposto come protagonista assoluto, diventando capocannoniere del campionato di Serie B segnando 21 gol, nessuna su rigore (massimo numero di reti segnate da un calciatore in B dai tempi di Paolo Rossi col Lanerossi Vicenza) contribuendo in prima persona alla vittoria del campionato e alla conseguente terza promozione in Serie A del Pescara nella sua storia. Per lui una esperienza in Serie A con la Fiorentina, condita da due gol a Juventus e Roma.

Una grande annata al Pescara:
"I miei figli li rivedono volentieri, ormai me li ricordo tutti. Fu un'annata indimenticabile. Partiti dal nulla facemmo un'impresa. Sono sempre stato bene a Pescara, poi quell'annata fu spettacolare".

Come si descriverebbe?
"Galeone disse di me che ero un attaccante poco bastardo, troppo pulito, che non mi incavolavo mai, che mi mancava cattiveria agonistica. Oggi serve la cattiveria davanti alla porta. Ho pagato il fatto di non essere mai stato così".

Cosa ricorda degli esordi?
"Ho fatto tutto il settore giovanile nel Verona, debuttai in Serie B anche se per pochi minuti, fu un buon inizio. Poi andai alla Rondinella in C2, dove c'era Chiarugi, che mi diede grandi consigli. Poi andai alla Cremonese di Vialli, era molto giovane ma si vedeva già la sua classe. Giocavo poco, ma con Mondonico riuscii comunque a ritagliarmi qualche spazio".

L'allenatore più importante?
"Galeone, si impuntò e non mi fece andare via. Si oppose alla mia cessione, mi è stato davvero vicino e mi ha dato grandi consigli. E poi Bagnoli, un altro grande tecnico. Bosco, Loseto e Gasperini i compagni più' importanti per me, con i quali ci sentiamo ancora adesso"

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