Argentina, il trasformismo di Scaloni come arma in più
Parlando dell'Argentina al Mondiale di Qatar 2022 non si può che fare riferimento all'epica che identifica la missione di Leo Messi come ineguagliabile plot dell'avventura della Seleccion. Tuttavia è opportuno e corretto segnalare quanto del proprio ci stia mettendo anche il commissario tecnico Lionel Scaloni, uno che in maniera un po' troppo semplicistica viene definito come un semplice elemento di coesione all'interno dello spogliatoio e del quale non sempre vengono messe in risalto le qualità a livello di organizzazione tattica che comunque è stato in grado di imprimere alla spedizione Albiceleste. Partito con il mantra del 4-3-3 con il quale aveva conquistato la Copa America nell'estate del 2021, l'ex giocatore della Lazio è stato in realtà almeno fino a questo punto, un maestro di trasformismo in grado di modellare interpreti e modulo a seconda delle caratteristiche degli avversari che si è via via trovato ad affrontare.
A partire dalle difesa a tre schierandosi a specchio contro un maestro come Van Gaal, sino all'atipico 4-4-2 con il quale ha annientato la Croazia in semifinale. Inevitabile che poi gli atti decisivi siano stati demandati a chi veste la maglia numero 10, ma quando si può contare sul miglior giocatore del Mondo.. chi può mettere in discussione che possa essere una buona idea?











