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Esclusiva TMW

Bacconi spiega Gattuso: "Maniaco del dettaglio da sempre. Ecco perché la sua Lazio funziona"

Esclusiva TMW
Simone Bernabei
autore
Simone Bernabei
Oggi alle 07:35Serie A
18.10.2026 07:35Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Lorenzo Marucci

La Serie A osserva la sfida di questa sera. Perché la Lazio può scegliere se tenere il passo dell'Inter o se dare spazio alla risalita della Juventus. Una partita già pesante, pur trattandosi della 7^ giornata. I biancocelesti arriveranno a Torino col vento in poppa e Gennaro Gattuso non ha voglia di rallentare. Per i lettori di TMW, Adriano Bacconi ha spiegato i segreti della Lazio e del suo allenatore in questo avvio di stagione, per capire se e quanto lo slancio biancoceleste potrà proseguire.

Partiamo dalle basi. Si aspettava questa Lazio e questo Gattuso?
"Inizio col racconto del Gattuso allenatore: eravamo insieme al Mondiale del 2006 e lui in mezzo a quei campioni era il più applicato di tutti. Da match analyst di quel gruppo, ogni giorno veniva da me per una review delle prestazioni e per preparare le successive partite. Per capire come vincere e come aiutare i compagni. E poi voleva i report sugli arbitri: doveva capire dove posizionare l'asticella, se un determinato arbitro tollerava interventi da dietro o proteste".

Attenzione ai dettagli anche in campo. Il Gattuso allenatore lo conosce?
"Da allenatore l'ho seguito dal Pisa. Un maniaco del dettaglio. Magari il suo gioco non riempirà gli occhi ma ha una filosofia ben precisa. Alla Lazio ha fatto tesoro del lavoro di Sarri e questa è una sua qualità, non impone un'idea a prescindere. Il suo 4-3-3 ricorda per verticalità e tagli degli esterni proprio quello di Sarri e questo è un merito, anche perché la Lazio non cambiando tanti giocatori ogni anno può dare continuità".

Avrà pur cambiato qualcosa.
"Secondo me già Sarri aveva modificato il proprio pensiero, la Lazio non era una squadra iper offensiva prima e non lo è adesso. Ma è una squadra iper verticale. Non tiene il baricentro basso, fa pressing nella zona centrale del campo ed è seconda in Italia per capacità realizzativa, al pari dell'Inter e dietro al Milan".

Il gruppo lo segue.
"Un'altra qualità è la valorizzazione dei giocatori. Manca Rovella ma non se ne è accorto nessuno, perché Belahyane sta facendo benissimo. Lui è il classico centrocampista costante che piace a Gattuso, copre tutto il campo in largo ma anche in lungo. Si abbassa in mezzo ai centrali sia in costruzione che in fase di non possesso. Un altro è Noslin: Sarri non aveva capito se era carne o pesce, guardatelo oggi".

La parte motivazionale però resta?
"Un merito è quello di far rendere i giocatori in funzione della partita e del momento. Sa motivare il giocatore in questo senso: un conto è motivarlo caratterialmente, un altro è farlo a seconda del momento della partita, del piano gara, dell'avversario… Questa è una qualità calcistica importante e Gattuso lo sa fare molto bene e in una Serie A con 5 cambi, con l'intensità ed il tempo effettivo che aumentano, questa è qualità fondamentale. Abbiamo presentato tutti questi dati alla Serie A a Lissone: ci sono quasi 6 minuti in più di tempo effettivo, l'indice di verticalità è aumentato, con ogni possesso palla guadagni in media 4 metri in più rispetto allo scorso anno e il pallone viaggia più veloce".

Dati alla mano, questa Lazio può durare?
"Ha entusiasmo e continuità, ma anche dei problemi. Il non avere un tifo e la situazione ambientale alla lunga potrebbero incidere, ma c'è anche da dire che si posizionerà a competere con squadre che giocano la Champions… Abbiamo visto nell'ultimo giornata europea quanto gli infortuni peseranno. E Gattuso non è uno che si monta la testa, anche questo è importante".

© Riproduzione riservata

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