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Bastoni-Kalulu, l'ex arbitro Iannone: "Imbarazzante, la prova TV come deterrente"

Bastoni-Kalulu, l'ex arbitro Iannone: "Imbarazzante, la prova TV come deterrente"TUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Daniele Najjar
Oggi alle 14:37Serie A
Daniele Najjar

Inter-Juventus resta al centro del dibattito, a due giorni da uno dei derby d'Italia più discussi degli ultimi anni. L'ex arbitro Antonio Iannone è intervenuto a TuttoMercatoWeb.com per dirci la sua in merito ad alcuni episodi finiti nel mirino in questo weekend, non soltanto a San Siro.

Servirebbe il ritorno della prova TV?
"È imbarazzante ogni forma di giudizio in merito a quanto visto nel caso di Bastoni-Kalulu. La prova TV può essere un deterrente, affinché i giocatori si rendano conto che tutto ciò che accade in campo non passi inosservato e verrà posto sotto la lente d'ingrandimento. Anche a distanza di ore".

Può essere un'arma quella di sanzionare già in campo i casi in cui si nota che il giocatore accentua? Altri casi hanno fatto discutere in queste settimane, da Parisi in Como-Fiorentina a Vergara in Genoa-Napoli.
"Vorrei prima distinguere fra il caso di Inter-Juve e quello di Genoa-Napoli. Sono situazioni diverse. Torno sulla prova TV. Se la simulazione va a ledere la regola della lealtà per un proprio tornaconto. La metterei per casi eclatanti per casi come quello di sabato sera, dove non c'è un contatto vero e proprio. Lì non c'è la contesa del pallone. Quello di Vergara può essere un caso di contatto accentuato, ma non una simulazione".

La designazione di La Penna per una partita così l'ha condivisa?
"Se il designatore Rocchi designa La Penna è perché la storicità e la disponibilità degli arbitri a disposizione per questo turno lo hanno fatto propendere per questa scelta. Magari nelle giornate precedenti c'erano state partite nelle quali alcuni 'big' non avevano offerto prestazioni di un certo livello, poi altri potevano aver arbitrato da poco le due squadre. A posteriori possiamo fare valutazioni diverse, ma sarebbe semplicistico. Faccio un esempio".

Prego.
"Napoli-Roma è stata affidata a Colombo, che poteva essere uno a cui far arbitrare Inter-Juve. Però è stato lo stesso Colombo a dirigere il derby d'Italia nel match d'andata. Per questo dico che è troppo più semplice parlare dopo".

In una recente intervista rilasciata al Corriere della Sera, Saelemaekers ha fatto intendere che con il VAR molti giocatori accentuino di più certi contatti. Qual è la via per limitare questo aspetto?
"Utilizzare meno il VAR, solo quando ci sono chiari ed evidenti errori. Negli ultimi anni se ne è fatto un largo uso e talvolta un piccolo abuso. Quando un episodio è portato al monitor tutto viene amplificato inducendo una decisione anziché un'altra".

Sul rosso a Orban in Parma-Verona è stato eccessivo?
"Questo tipo di provvedimento, così importante, a distanza può sembrare eccessivo. Dobbiamo però entrare nei contenuti di quello che è successo: solamente chi era lì può sapere cosa sia stato veramente detto".

Il rosso è arrivato dopo appena 11 minuti: non serviva buonsenso secondo lei?
"Il fatto che accada dopo 10 minuti, dopo 90 o dopo 10 secondi non è rilevante: c'è un regolamento e i giocatori sanno che si applica dal primo secondo fino al fischio finale. Aggiungo: anche prima dell'inizio della gara. Il buonsenso? Dobbiamo dare per buono quello che ha sentito il direttore di gara, visto che non lo conosciamo".

Si parla di buonsenso perché, anche in caso di offese, in altri casi simili dei giocatori non sono stati sanzionati allo stesso modo, magari perché l'arbitro ha cercato di comprendere la tensione del momento.
"Lo capisco. Ma faccio questo esempio. Se lei da giornalista redige un articolo seguendo i canoni e le linee guida della sua professione e magari invece un suo collega non lo fa, non è che debba passare lei come una persona di poco buonsenso. Si invertirebbe l'ordine di professionalità in un senso anziché nell'altro".

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