Quando per 'picco' non si intende lo stadio. E lo Spezia rischia di compromettere l'annata
Aveva preso la squadra al penultimo posto della classifica di Serie B, quando era andata in archivio l'11ª giornata del campionato, e oggi, dopo 14 gare al timone...l'ha lasciata li, più o meno dove l'aveva trovata, un postino solo più su. Posticino che non smuove niente, perché significa comunque retrocessione diretta in Serie C. Il bilancio di Roberto Donadoni allo Spezia non è affatto esaltante, e la sconfitta di ieri contro il Frosinone - con la squadra che viaggia alla media di 1,07 punti a gara - ha fatto definitivamente infuriare i tifosi, che hanno chiesto le dimissioni del tecnico.
"Non ho assolutamente pensato di dimettermi. Se sono qui e ogni mattina alle 8 sono al campo è perché io e il mio staff, con la squadra, pensiamo sia l’unico sistema per venire fuori. Poi è normale che qualcuno prenderà le decisioni come giusto che sia", la risposta dell'allenatore, su cui però il club probabilmente rifletterà davvero, dopo il grande rischio che si era assunto nel chiamare un trainer che era fermo da cinque anni, e la cui ultima esperienza era legata ai cinesi dello Shenzhen, formazione dalla quale era stato esonerato l'11 agosto 2020 (per l'ultima avventura italiana, si doveva risalire al Bologna della stagione 2017-2018).
Non resta quindi che attendere per capire l'evolversi della situazione, ricordando che sotto contratto c'è ancora Luca D'Angelo, pedina da non cedere a dirette concorrenti come è stato fatto - a esempio - per Salvatore Esposito, oggi alla Samp. Sì, per il momento ancora ai box, ma sul suo valore non si discute.
Che alla fine, anche la sessione invernale di mercato, più di qualche perplessità l'ha lasciata.











