Bonolis: "Ho sempre creduto in Chivu. Gli scontri diretti? Lasciata qualche caramella agli altri"
Paolo Bonolis, noto tifoso nerazzurro, ha parlato di Cristian Chivu nel corso di una intervista concessa oggi a La Repubblica, il giorno dopo il 21° Scudetto della storia dell'Inter: "Ho sempre creduto in lui. L’avevo conosciuto di persona nel lungo viaggio in macchina di ritorno da Istanbul insieme a Zanetti dopo la finale col City. Soprattutto: una brava persona. Secondo: scegliere un giovane come lui nasceva da una scelta precisa. Uno con il suo passato, il calcio lo conosce di sicuro. E a noi serviva uno che avesse grande credibilità nel recuperare il rapporto con i giocatori. Ha funzionato, era davvero così. E non era semplice".
Sul caso Bastoni ha detto che il problema è stato creato dal mondo esterno. "Dalla bestialità dell’accanimento che si è scatenato su un ragazzo che ha sbagliato una cosa che, prima o poi, sbagliano tutti". Secondo Bonolis, se fosse successo a un giocatore di un’altra squadra magari lo avrebbe demolito di sarcasmo e sfottò: ma l’odio puro che si è riversato su di lui non sta né in cielo né in terra. Tuttavia sul futuro del giocatore si è espresso in modo netto: se lui è d’accordo, probabilmente è meglio separarsi, perché farebbe tutti contenti.
Infine sui tanti scontri diretti persi: "Quello denota la nostra indole di squadra generosa. Abbiamo la cesta con le caramelle, ne abbiamo lasciata qualcuna anche agli altri".











