Conte non dimentica: favore al suo Lecce e all'amico Corvino, prima che al Napoli
Non c'è stata storia al Maradona, il Napoli ha rifilato un 4-0 senza appello alla Cremonese nella partita che apriva le danze della 34^ giornata di Serie A. Una sfida, quella andata in scena nel capoluogo campano, già indirizzata in partenza e che ha visto gli azzurri avere la meglio senza troppa fatica sui grigiorossi.
Più che per il Napoli, il 4-0 del Maradona ha un particolare valore per il Lecce. I salentini hanno infatti ricevuto l'assist perfetto dal loro figliol prodigo, quell'Antonio Conte che con i colori dei giallorossi di Puglia ha iniziato la carriera da calciatore, e che più volte ha espresso il proprio affetto verso la piazza che di fatto gli ha dato i natali. E il rapporto speciale che lo lega con Pantaleo Corvino, attuale responsabile tecnica del Lecce e una sorta di mentore calcistico per Conte, che ha raccontato diverse volte di aver mutuato da lui un adagio per cui "puoi sbagliare la moglie, ma non il portiere o il centravanti".
Corvino peraltro poco tempo fa aveva raccontato di aver provato a portare un Conte 13enne al Vernole, ancora prima che al Lecce: "Aveva 13 anni, non so neppure io come convinsi il padre Cosimino a dirmi sì. Temeva che studiasse di meno, poi però nonostante la fatica tutto andò all'aria. Colpa di un mio collaboratore, avevo un problema con mio padre all'ospedale e gli chiesi di andarlo a prendere con il pulmino a Lecce. E lo lasciò a piedi perché non c'era posto a bordo. Il padre non mi perdonò lo sgarbo".











