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Djuricic: "C'era chi pensava che non sarei tornato alla Samp per Giampaolo, ma siamo cambiati"

Djuricic: "C'era chi pensava che non sarei tornato alla Samp per Giampaolo, ma siamo cambiati"TUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Dimitri Conti
giovedì 25 agosto 2022, 17:05Serie A
Dimitri Conti

Il centrocampista offensivo Filip Djuricic, fresco di ritorno alla Sampdoria, ha parlato al canale YouTube di DAZN della sua seconda esperienza in blucerchiato e temi affini: "Conosco tutti, diciamo che è stato molto più facile che andare da un'altra parte, mi piacciono il sole e il mare, i tifosi: non è stato così difficile. Quando sono arrivato per la prima volta, avevo poche persone con cui potevo parlare. Sapevo solo l'inglese e niente di italiano, ora lo insegno ad altri. Do una mano perché so che non è facile quando vieni da fuori".

Si è detto qualcosa con i connazionali Vlahovic e Kostic?
"Nel prepartita non abbiamo parlato perché non lo faccio mai, dopo abbiamo scherzato: non è stata una gran partita da parte loro, noi abbiamo fatto molto molto bene".

Sente che il calcio l'abbia salvato?
"No... Dipende, io ero tifoso della Stella Rossa, vedevo partite della Stella Rossa da quando avevo sei anni, avevo unico sogno quello di giocare nella Stella Rossa, questa era una cosa che mi portava ad andare avanti ogni giorno".

Quale il suo gol più bello?
"Non saprei, forse uno contro il NEC Nijmegen, quando giocavo in Olanda, nell'Heerenveen. Avevo 19 anni, non ne facevo tanti ma molti erano bellissimi".

Meglio vincere Champions o Mondiale?
"Ah, Mondiale. Sempre, perché portare la Nazionale a vincere il Mondiale è una cosa straordinaria".

Ha un suo idolo?
"No, ma quando ero piccolo mi piacevano due giocatori: Zidane e Kakà. Tutti e due hanno giocato con un'eleganza che faceva sembrare tutto facile. Era un altro livello. Primo tocco, controllo palla".

Come ripensa al periodo di Sassuolo?
"È stato importante De Zerbi, che voleva giocare il calcio che mi piaceva. Non pensavo a segnare o fare due-tre assist, contava giocare bene. Era molto più facile che in passato e mi è dispiaciuto che se ne sia andato".

Un obiettivo personale?
"Rimanere sano e poter giocare un bel calcio, fare gol e andare al Mondiale con la mia Nazionale".

Che rapporto ha ora con Giampaolo?
"Siamo cambiati entrambi. Oggi ho 30 anni e so ragionare meglio. Mettendo tutto sul piatto, la migliore soluzione per me era venire qui. Qualche squadra pensava non venissi qui perché c'era mister Giampaolo ma siamo adulti, non siamo permalosi. Abbiamo parlato. Sappiamo che ero giovane, non ero nelle condizioni di adesso e, dopo cinque minuti, abbiamo concordato che la strada della Sampdoria era quella giusta. Poi, sai, nel calcio tante cose sono esagerate. Io ero arrabbiato perché non giocavo, tante volte neanche convocato, ma questo fa parte della vita di un calciatore".

A livello tattico che Sampdoria ritrova?
"Abbiamo cambiato anche il sistema. Prima il mister giocava con un play e due mezzali, un uomo sulla trequarti e due punte. Non era una tattica difensiva... Abbiamo dimostrato che possiamo giocare bene e dobbiamo continuare su questa strada. Possiamo fare un bel campionato".

Meglio tre assist o un gol?
"Preferisco giocare una partita dove prendo 8/8.5 senza gol e assist".

Gioca al Fantacalcio?
"Non mi piace. Arrivato a Sassuolo mi hanno ammazzato. Spero, però, con tutto il cuore di portare un +3 nella prossima partita".

Chi il giocatore più forte con il quale ha giocato?
"Messi. Poi anche Eden Hazard, ma Messi è veramente di un altro mondo".

E ora con chi si trova meglio?
"Ho grande connessione con Ciccio (Caputo, ndr) perché ci conosciamo. Dei nuovi invece dico Sabiri, ho un feeling particolare con lui che potrà portare a cose molto belle, è forte e conosce il gioco molto bene".

Un fulcro dello spogliatoio è Ravaglia?
"Guarda, non lo conosco da tanto tempo ma ho già capito tutto (ride). Queste figure sono importanti, tanto quanto chi gioca".

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