È crollo Juve ma Allegri resta. I numeri del tecnico dal ritorno in bianconero
La Juventus è caduta ancora. Questa volta sul campo del Maccabi Haifa di Bakhar, questa volta in maniera “rumorosa”. Non tanto per il risultato in sé (un 2-0 con doppietta di Atzili che sta anche stretto agli israeliani) ma per le conseguenze: le dichiarazioni postpartita del presidente Andrea Agnelli (l’ultima volta nel 2020 dopo Juventus-Lione), il progetto con a capo Massimiliano Allegri che non cambia, un ritiro alla Continassa pronto a partire da domani fino a sabato. Si continua con il tecnico livornese seppur in questi mesi di funzionante ci sia stato ben poco. Di seguito i numeri del ritorno di Allegri alla Juventus partendo da qui: 2 i ritiri nel giro di neanche un anno ai quali lo staff tecnico si aggrappa per recuperare un filo che sembra, a quasi tutti, perduto. Prima di quello della scorsa stagione, l’ultima volta era accaduto nel 2015.
Avvio di stagione terrificante: parlano i dati.
Quella di ieri sera è stata la sconfitta numero 5 (a quota 4 sia vittorie che pareggi) della Juventus in stagione in 13 uscite. Numeri raccapriccianti per una squadra che, va ricordato, in estate è stata costruita per vincere. Sono solo 16 i punti raccolti fra Serie A e Champions League con soli 17 gol fatti e 14 subiti. Un avvio di seconda stagione sotto la guida di Massimiliano Allegri terrificante e che ha visto, finora, l’apice, in negativo, nella serata israeliana di Haifa.
I numeri dell’Allegri bis alla Juventus.
Ampliando l’analisi ai quasi 16 mesi ormai in cui le sorti del club più titolato d’Italia sono affidate a Massimiliano Allegri il dato diventa ancora più significativo: sono 65 le gare disputate con 33 vittorie, 15 pareggi e 17 sconfitte scaturite con 97 gol fatti e 69 subiti. È il numero delle sconfitte a far strabuzzare maggiormente gli occhi: 17. Sommando le annate precedenti all’allenatore livornese targate Maurizio Sarri e Andrea Pirlo il numero di sconfitte, ironia della sorte, si pareggia: 17 (9 con Sarri e 8 con Pirlo). I risultati, perché poi questo è sempre stato il mantra nonché cavallo, per rimanere in temi cari al tecnico livornese, di battaglia della dialettica. Eliminazione con il Villarreal agli ottavi di Champions League, finale di Coppa Italia persa malamente contro l’Inter e quarto posto in campionato senza mai entrare realmente nella lotta per la vittoria del campionato l'anno scorso. Questa stagione ancora tutta da giocare ma già fortemente compromessa a inizio ottobre, con una qualificazione agli ottavi della massima competizione europea che pare utopia e con un campionato cominciato malissimo. Numeri impietosi.






