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È sempre la solita Juve: Lazio schiacciata, ma se i gol li fanno McKennie e Kalulu…

È sempre la solita Juve: Lazio schiacciata, ma se i gol li fanno McKennie e Kalulu…TUTTO mercato WEB
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Ivan Cardia
ieri alle 22:58Serie A
Ivan Cardia

Non è questione di opinioni, ma di freddi numeri. Se nel calcio si vincesse ai punti, la Juventus non sarebbe stata costretta a una precipitosa rimonta, in casa della Lazio, ma qualsiasi giuria le avrebbe dato la vittoria. Le statistiche della partita, finita 2-2 (e che per dovere di verità va detto che a un certo punto sarebbe potuta essere sul 3-0 per la Lazio), sono abbastanza chiare: 34 tiri a 9 per i bianconeri di Luciano Spalletti (8-2 considerando quelli nello specchio). Ma ancora: 2,77 a 1,06 di Expected Goals, 0-6 in termini di parate dei portieri. La Juve ha completato 631 passaggi, contro i 391 della squadra di Maurizio Sarri, e ha tenuto il 63% del possesso palla. 


Però a calcio si vince con i gol. E la Juventus non solo ne ha incassati due, ma ne ha segnati altrettanti. Abbastanza estemporanei, su cross, con due giocatori che non avrebbero nella rete la propria principale qualità. Weston McKennie è sì il miglior marcatore dell’era Spalletti, ma resta un centrocampista. Pierre Kalulu, il match-equalizer se così si può dire, prima di oggi ha giocato 137 partite in Serie A e segnato 6 gol. Non proprio un bomber.

Un attaccante che non tira. E l’altro fa pure peggio. A condannare i bianconeri a una serata di pazza rimonta, i soliti noti. Jonathan David, di quei 34 tiri, ne ha realizzato soltanto uno. Fuori dallo specchio. È riuscito in qualche modo a fare peggio Lois Openda, subentrato nel finale: si è divorato la rete del potenziale 3-2. Sarebbe stato troppo per la Lazio, che non ha così demeritato a parte il crollo finale. Ma la dirigenza bianconera ha avuto un mese per comprare un centravanti. E oggi deve affidarsi ai gol di due che fanno un altro mestiere.

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