E siamo a tre: c'è un nuova generazione di allenatori vincenti in giro per l'Europa
Buona la prima. Cristian Chivu ieri ha portato a casa un campionato dominato dall'inizio alla fine. Alla prima stagione completa da allenatore nel calcio dei grandi dopo la salvezza col Parma in tredici partite, il tecnico rumeno ha dimostrato di essere la guida giusta di un'Inter che dopo le delusioni di un anno fa aveva bisogno di voltare pagina. Sentiva la necessità di ripartire da aria nuova. "Credo possa essere l'allenatore dell'Inter ancora per tanti anni", ha detto ieri sera durante la festa il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta. Un attestato di fiducia figlio di quanto mostrato sul campo, di un calcio che guarda al futuro e di numeri che raccontano anche come è arrivato questo successo.
Era dai tempi di Sarri alla Juventus che a vincere la Serie A non era la squadra con la miglior difesa. Al momento la squadra di Chivu è addirittura sesta in questa speciale classifica, ma ha all'attivo trenta gol in più del Napoli secondo, ha il primo e il secondo miglior marcatore della classifica cannonieri. Segnare un gol in più dei rivali è la filosofia che ha accompagnato Chivu in questa stagione, la nuova stella polare di un calcio d'élite che ha individuato il modello da seguire in PSG-Bayern Monaco 5-4.
Alla guida dei bavaresi c'è Vincent Kompany, manager classe '86. Allenatore con trascorsi da difensore vincente e di carattere, il manager belga proprio come Chivu è stato scelto per le sue skills più che per il suo curriculum. Una scelta rischiosa che s'è presto tramutata nella migliore possibile perché il Bayern non è solo la squadra che ha dominato negli due ultimi anni in Bundesliga, ma un vero e proprio nuovo benchmark di riferimento. E' a quota 171 gol realizzati in stagione.
Calcio offensivo e relazioni, la capacità di costruire un gruppo solido e sereno. Quest'ultimo è stato l'ingrediente segreto di Francesco Farioli in quel di Oporto. Il manager italiano classe '89 nell'ultimo week-end ha riportato i dragoes sul tetto di Portogallo davanti a Benfica e Sporting al termine di una stagione condotta dall'inizio alla fine. Difesa blindata e tante soluzioni offensive anche dopo il brutto infortunio del centravanti più importante in rosa, dopo il ko di quel Samu Omorodion che da metà febbraio è stato costretto ad alzare bandiera bianca.
Chivu, Kompany e Farioli. In giro per l'Europa da questa stagione c'è ufficialmente una nuova generazione di allenatori vincenti a cui presto potrebbe aggiungersi anche Mikel Arteta. Classe '82, il manager dei gunners può ancora vincere tutto o nulla. Può diventare un simbolo di questa nuova generazione di allenatori, ma ha anche la sfida più difficile. Tra un Guardiola che proverà a scalzarlo all'ultima curva e un Simeone pronto a ingabbiarlo tra un paio di giorni all'Emirates











