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Ravanelli ricorda Ventrone: "È stato un innovatore e una grande persona"

ESCLUSIVA TMW - Ravanelli ricorda Ventrone: "È stato un innovatore e una grande persona"TUTTOmercatoWEB.com
giovedì 6 ottobre 2022, 14:08Serie A
di Luca Cilli

Il mondo del calcio piange la scomparsa di Gian Piero Ventrone, preparatore atletico del Tottenham di Antonio Conte e per 10 anni alla Juventus con cui insieme all'allenatore Marcello Lippi vinse anche una storica Champions Laegue a Roma contro l'Ajax. Di quella squadra faceva parte anche Fabrizio Ravanelli che con profonda tristezza e commozione ricorda Ventrone, morto a 62 anni a causa di una leucemia fulminante. "Gian Piero è stata una persona importante per tutto il calcio, soprattutto per la Juventus. Quando è arrivato nel 1994 ha stravolto la metodologia di allenamento, cercando di portare innovazione e qualità nel lavoro - ricorda Ravanelli - Ha cambiato tutto quello che c'era da cambiare, inserendo lavori importanti sia in palestra che in campo in particolare nella parte aerobica. Erano allenamenti massacranti, nei primi giorni di preparazione era difficile anche riposare. Gli allenamenti erano durissimi. Ricordo che durante la preparazione del primo anno, a Chatillon, alla fine di un primo tempo di un amichevole a bordo campo fece mettere dei tapis roulant dove chi aveva appena terminato di giocare doveva correre otto volte il chilometro in base a quelli che erano i rispettivi tempi e distanze. Un altro ricordo fu quando durante il primo giorno di preparazione ci fece fare 600 addominali. Erano allenamenti massacranti e quando qualcuno non ce la faceva doveva suonare quella che Ventrone chiamava 'la campanella della vergogna' che fece costruire lui stesso. Lui però è sempre stato uno di noi. Ci incoraggiava sempre a non mollare, a resistere a questi allenamento durissimi per raggiungere tutti insieme i nostri traguardi. Aveva ragione lui, perché una volta superato l'impatto con questa metodologia di lavoro abbiamo iniziato a volare conquistando diversi trofei. Arrivavamo a fine partita che non eravamo nemmeno stanchi, eravamo pronti ad iniziarne un'altra. Un'altra conferma nel credo che ci insegnava. Ventrone ci ha cambiato testa e ci ha portato a cogliere grandi successi".

Una volta terminata la carriera da calciatore ed iniziata quella da allenatore Fabrizio Ravanelli durante la sua esperienza in Francia con l'Ajaccio ha voluto con se proprio il preparatore atletico con cui aveva condiviso diversi anni alla Juventus: "L'ho voluto a tutti i costi. La nostra metodologia di lavoro tuttavia ha portato a qualche incidente nel percorso, nel senso che era troppo dura per il calcio francese. I calciatori non erano abituati a quei carichi di lavoro". Resta per sempre nel cuore di Ravanelli il ricordo "di un professionista e di uno studioso nel suo settore che voleva sempre migliorarsi. Questo è l'aspetto che lo ha sempre contraddistinto nel corso della sua carriera. Se ne va un professionista, un grande uomo, una bravissima persona. Tutti noi della Juventus di quell'epoca abbiamo il cuore rotto dal dolore. Mando un grande abbraccio a Gian Piero e gli chiedo di guardarci e sorvegliarci con amore ed affetto, proprio come noi facciamo nei suoi confronti".

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