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Italia F., Soncin: "Il rammarico è energia positiva. Se Piemonte ha questo fuoco dentro può aiutarci"

Italia F., Soncin: "Il rammarico è energia positiva. Se Piemonte ha questo fuoco dentro può aiutarci"TUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 21:49Calcio femminile
Alessandra Stefanelli
fonte Tommaso Maschio

Amarezza in casa azzurra dopo il pareggio dell’Italia Femminile contro la Danimarca. Ne ha parlato in conferenza stampa al termine dell’1-1 di Vicenza il ct Andrea Soncin: “In maniera lucida cerco sempre di entrare un po' dentro alle situazioni e non soffermarmi soltanto sul risultato, sulla cronaca o telecronaca, perché quello sarebbe riduttivo. Sono state due prestazioni molto differenti contro due squadre differenti. La prima non abbiamo approcciato bene dal punto di vista tecnico nella prima parte di gara, siamo però cresciute e salite molto nella ripresa e quindi c'è rammarico che contro la Svezia potevamo sicuramente ottenere di più per quanto prodotto. Quest'oggi invece l'approccio è stato perfetto dal punto di vista tecnico, perché eravamo in controllo della gara e riuscivamo a produrre quelle idee che volevamo presentare quest'oggi.

Poi ovviamente, come dico sempre e lo dico anche alle ragazze, c'è quello che vogliamo fare, quello che vogliamo ottenere, ma c'è anche quello che le avversarie ci permettono di fare e di ottenere. Ci sono varie fasi della gara, quest'oggi è stata una partita equilibrata, (prima parte sicuramente meglio noi, sono uscite loro nella parte centrale del secondo tempo, nella parte finale della gara abbiamo rialzato il baricentro, gli ingressi sono stati sicuramente positivi. È un percorso, il rammarico di cui probabilmente parlava Cristiana per me è estremamente positivo, energia positiva, perché significa che c'è la percezione dentro alle ragazze di poter ancora fare qualcosa in più e di non accontentarsi su quello che è stato fatto di magnifico e quindi questo punto per me è un punto che vale tanto, perché siamo lì, siamo aggrappate, abbiamo visto anche risultati sugli altri campi, le partite sono tutte molto equilibrate, quindi noi vogliamo arrivarci a giocare il mondiale all'ultimo secondo dell'ultima possibilità che avremo e quindi riguardiamo il prossimo raduno con grande fiducia, convinzione e anche un po' di rammarico, amarezza, che probabilmente fa bene per sentire un po' quel fuoco che serve poi per portare a casa l'intera posta in palio”.

Una domanda su una singola, anche se di solito voi non rispondente. Su Martina Piemonte: è tornata al gol, può diventare una risorsa in più?
“Sì assolutamente. Martina, Michela, Elisa Polli che quest'oggi era in tribuna, Alice Corelli che era a casa, ce ne sono anche di molte giovani. Martina penso che sia un elemento che fa parte di questa squadra già da un po', nel senso che di prestazioni positive ne ha fatte, all'Europeo ha giocato titolare contro la Spagna facendo una prestazione importante, tante altre partite di National League le ha giocate. È una giocatrice che ha caratteristiche uniche non solo nel campionato italiano ma probabilmente nell'intero panorama europeo. Martina quando ha il fuoco dentro può fare prestazioni come quelle che ha fatto quest'oggi o come è subentrata in Svezia, quindi c'è un ottimo rapporto con la Lazio, con Grassadonia, quindi è un elemento sulla quale puntiamo tanto”.

Parliamo di tre momenti nello specifico: il gol di Piemonte, lei le ha detto qualcosa, poi l’abbraccio di gruppo. In quei momenti cosa viene fuori? Poi dov’è che la squadra si è persa?
“A Martina ogni allenatore cerca di trovare quei canali, quei metodi comunicativi migliori per ogni persona in maniera differente, quindi era una frase indirizzata comunque a tenerla totalmente focalizzata sulla prossima palla. È un elemento, come ho già detto prima, che sicuramente è una ragazza che può dare molto a questa squadra, che quando ha il fuoco dentro determina ancora di più di quello che è forse anche il suo potenziale, quindi è sempre un po' sul filo dell'equilibrio il rapporto con lei. Nel gruppo finale ho ringraziato le ragazze e tutte le persone che hanno lavorato per noi e con noi in questi 13 giorni, perché è stato il primo raduno diverso come formula, quindi abbiamo passato molto tempo insieme, c'è stata un'attenzione e una dedizione da parte di tutti e di tutte le ragazze nel cercare di creare le condizioni migliori e quindi le ho ringraziate e il pensiero è andato subito al prossimo raduno, perché siamo in corsa, vogliamo andare in Brasile, sappiamo che dobbiamo passare attraverso delle difficoltà, però c'è molta fiducia di poterle superare. Abbiamo abbassato leggermente il baricentro nella pressione, arriviamo tardi su alcune scalate e questo permetteva a giocatrici di alto livello come Harder di trovare più spazio per poi attaccarci la linea. Come ho detto prima c'è anche il valore delle avversarie, a volte puoi essere anche posizionata bene, però poi ci sono anche le altre in campo. Io ho poco da rimproverare alle ragazze perché poi c'è stata una grande reazione, non era facile, la Danimarca era cresciuta molto nella ripresa. L'ingresso di Cristiana e di Michela ci ha permesso di cambiare strategia di gioco, mentre all'inizio l'idea era quella di mantenere maggiormente il possesso interno sfruttando i movimenti di Giada, Giulia, Manuela e Caruso. È cambiata un po' la strategia di gioco, si è andata un po' più verticale e ci ha permesso di alzare nuovamente il baricentro. Ci sono state 3-4 situazioni in cui avete palleggiato molto velocemente anche nello stretto con tanta qualità. Penso anche a ragazze come Greggi, che ha una frequenza e un'intensità per andare a fare quel tipo di gioco”.

È questa l’immagine dell’Italia che vuole portare alla massima potenza?
“Sì, è quello che stiamo portando avanti da ormai quasi tre anni: l’idea è quella di avere delle giuste distanze di relazione che ci permettano di mantenere il possesso anche sotto pressione, anche contro squadre fisiche come la Danimarca o la Svezia, che magari per genetica o percorso hanno caratteristiche differenti dalle nostre. Le distanze di relazione e le qualità delle giocatrici ci consentono di essere imprevedibili, di trovare continuamente adattamenti e, soprattutto, di essere molto intense nella riconquista, come è stato quest’oggi, soprattutto nella prima parte di gara. Questa strategia ci ha permesso di affrontare partite delicate, come quelle con la Spagna e stavolta con la Danimarca, e di mantenere una buona solidità tattica pur esprimendo qualità e intensità”.

Cinquemila tifosi, tanta gente e tanto entusiasmo. Vicenza e la Nazionale si vogliono bene?
“Ringraziamo tantissimo Vicenza e tutte le persone che c’erano qui. È stata un’accoglienza fantastica: abbiamo sentito fortemente il desiderio di averci qui e siamo stati felicissimi di arrivare e di trovare un contesto come quello di stasera. Sono questi i momenti per i quali, e ho detto alle ragazze, dobbiamo fare di tutto per lottare, per viverne sempre di più e per cercare di accendere quella passione, nella speranza che la prossima volta ci siano ancora più persone allo stadio, magari in un’altra città d’Italia. Con piacere, sarà sicuramente un piacere”.

Un commento sull’avversario e sul campionato italiano.
“Il fatto che molte giocatrici di alto livello arrivino nel nostro campionato è una testimonianza di quanto il movimento stia crescendo. Così come lo è il fatto che alcune nostre giocatrici stiano andando a giocare nei top campionati del mondo, non soltanto in Europa. Il livello si sta alzando e il nostro campionato sta diventando sempre più appetibile. Questo permette anche alle italiane di crescere, di sviluppare la mentalità giusta e di capire a quale livello devono tendere per poter competere in partite di questo tipo”.

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