Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroeSportsFormazioniCalendari
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A AtalantaBolognaCagliariEmpoliFiorentinaGenoaHellas VeronaInterJuventusLazioMilanNapoliRomaSalernitanaSampdoriaSassuoloSpeziaTorinoUdineseVenezia
Canali altre squadre AkragasAlessandriaAscoliAvellinoBariBeneventoBresciaCasertanaCataniaCesenaFrosinoneLatinaLecceLivornoMonzaNocerinaPalermoParmaPerugiaPescaraPordenonePotenzaRegginaSalernitanaTernanaTrapaniTurrisVeneziaVirtus Entella
Altri canali Serie BSerie CChampions LeagueFantacalcioNazionalieSports
esclusiva

Tomasson: "Il mio Malmö campione di Svezia, a Torino per sorprendere tutti"

ESCLUSIVA TMW - Tomasson: "Il mio Malmö campione di Svezia, a Torino per sorprendere tutti"
martedì 7 dicembre 2021, 10:15Serie A
di Gaetano Mocciaro

Juventus-Malmö chiude la fase a gironi di Champions League. Una sfida che se da una parte non porterà stravolgimenti alla classifica, dall'altra darà modo di vedere all'opera Jon Dahl Tomasson come allenatore. L'ex attaccante del Milan ha guidato con successo gli svedesi alla seconda vittoria consecutiva in campionato, regalando all'MFF il 22° titolo. Quali nuove sfide lo attendono? Ai microfoni di Tuttomercatoweb il danese ci risponde, buttando un occhio anche sul campionato italiano, in particolar modo al "suo" Milan.

Jon Dahl Tomasson, termina domani la Sua prima esperienza da allenatore in Champions League. Cosa le ha insegnato?
"Ho imparato che è difficile essere campione nazionale in un piccolo Paese. Intanto perché devi superare altri 4 campioni nazionali per arrivare alla fase a gironi. E per noi è stato un traguardo enorme aver superato il Ludogorets e soprattutto i Rangers, club che hanno una forza finanziaria di gran lunga superiore. Eppure ce l'abbiamo fatta, ci siamo qualificati in Champions League e ci siamo confrontati con le migliori squadre al mondo. Devo ammettere che le tre rivali incontrate provengono da un altro mondo rispetto al nostro, se parliamo di finanze. Ognuna di loro poteva schierare un giocatore che può facilmente valere quanto la nostra intera squadra. Ormai la differenza tra grandi e piccoli club e la differenza fra i campionati è più grande, ad esempio, di quando io giocavo in Champions e nelle competizioni internazionali in generale".

Ciò non ha tolto al Malmö di vincere il campionato
"Abbiamo giocato 14 partite in più delle nostre rivali bel campionato svedese, il che ci ha portato ad arrivare stanchi, sia fisicamente che mentalmente, e con tanti infortunati. In alcune partite avevamo 8-9 assenti, ma siamo riusciti a vincere il campionato grazie al nostro grande spirito di squadra. Si diceva qui che sarebbe stato impossibile qualificarci per la Champions League e vincere il campionato allo stesso tempo, ma ce l'abbiamo fatta e abbiamo ottenuto uno storico titolo in Svezia. E per il secondo anno consecutivo. E questo mi rende orgoglioso".

A Torino si gioca per la gloria, dopo il pari contro lo Zenit che vi ha tolto ogni speranza
"La cosa mi brucia, perché fino a un minuto dalla fine vincevamo 1-0. L'ambizione e il sogno di andare almeno in Europa League ci sono stati portati via da una decisione molto strana presa dal VAR e non abbiamo vinto come avremmo meritato. Era stata la nostra miglior partita del girone, ma abbiamo anche lottato alla grande in casa contro il Chelsea. Stiamo migliorando il nostro gioco e imparando giocando contro le squadre più grandi, e la nostra ambizione è quella di essere in grado di giocare il nostro stile di calcio moderno: fluido e in grado di cambiare continuamente, dominante con e senza palla. È così che voglio giocare a calcio. Ma ovviamente è molto più difficile contro le migliori squadre del mondo".

Troverete una Juventus che in campionato sta deludendo, ma che ha strappato il biglietto per gli ottavi di finale. Che impressioni ha avuto dai bianconeri?
"Ho visto la partita contro il Genoa, hanno giocato bene e hanno fatto un bel lavoro nella fase a gironi di Champions. Abbiamo grande rispetto per la Juventus, un grande club con grandi giocatori e un top manager. Circa le difficoltà di quest'anno ricordiamoci che questa squadra ha sempre vinto lo scudetto nell'ultima decade, ma chiaramente le avversarie si sono attrezzate per colmare il gap. E qualificarsi in Champions giocando la Serie A non è facile, considerando le tante squadre di livello che competono, offrendo un calcio attrattivo e moderno".

Difficile per entrambe trovare gli stimoli stasera. Nel vostro caso siete freschi della vittoria in Allsvenskan
"Arriviamo a Torino direttamente dalla festa organizzata con i nostri tifosi appassionati, ma siamo venuti per vendere cara la pelle e magari per sorprendere la Juve e l'intero mondo del calcio con un risultato favorevole".

Due campionati vinti su due alla guida del Malmö meritano tutti i nostri complimenti. Quali nuove sfide aspettano Jon Dahl Tomasson?
"Sono orgoglioso di questo traguardo. E come quando giocavo sono molto ambizioso. Mi piace lavorare sodo, modellare a mia immagine e somiglianza la squadra, migliorare i giocatori e il loro stile di gioco, creare uno spirito di squadra. Amo il calcio e il calcio mi dà ispirazione e motivazione. Chiaramente voglio sempre mettermi in gioco, ma se mi chiede se voglio andare in un club più grande o provare a vincere il terzo campionato consecutivo rispondo che è difficile per un allenatore pianificare".

In Italia è tornato ad allenare un suo vecchio compagno di squadra come Andriy Shevchenko. Potrebbe magari seguirne le orme...
"Ho amato il calcio italiano, la passione che si respira in Italia, la sua gente. Chissà che un giorno non possa tornare".

A proposito di Shevchenko e dell'esperienza comune al Milan. I rossoneri stanno lentamente uscendo dalla banter era e sono primi in classifica. Che effetto le fa?
"Da ex calciatore del Milan con i rossoneri nel cuore non posso che essere felice dei successi della squadra di Pioli dopo anni difficili. È grandioso vedere questo club tornare dove merita, al top e in Champions League".

Simon Kjaer ha finito anzitempo la stagione. Una beffa per il giocatore, rientrato dopo la cerimonia del Pallone d'Oro. Un doppio dispiacere per chi come Lei lo conosce molto bene e che fu proprio l'ultimo danese in nomination (nel 2002) per l'ambizioso riconoscimento
"Sono molto legato a Simon, col quale ho giocato nella nazionale danese e col quale ho lavorato a stretto contatto per tre anni e mezzo, in qualità di assistente del commissario tecnico Aage Hareide. Noi due avevamo scelto Simon come capitano della Danimarca e lui è una persona eccezionale. Il Milan perde un grande difensore e un impressionante leader dentro e fuori dal campo. È uno di quei pochi giocatori che spostano gli equilibri".

© Riproduzione riservata
TUTTOmercatoWEB.com: notizie di calcio e calciomercato
Editor: TC&C srl web content publisher since 1994
Testata giornalistica Aut.Trib.di Arezzo n. 13/05 del 10/11/2005
Direttore Responsabile: Michele Criscitiello

Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione n. 18246

Copyright © 2000-2022 - TUTTOmercatoWEB.com ®
Tutti i diritti riservati

P.IVA 01488100510

TMW Radio
TMW News
TMW Magazine
TMW Mob Calcio 2000