Fiorentina, la spinta dei tifosi e un centrocampo formato San Siro per giocarsela con l'Inter
È già vigilia, sperando di aver immagazzinato al meglio la spinta data dai tifosi nell'allenamento a porte aperte di ieri, si avvicina il primo dei due grandi appuntamenti cui è attesa la Fiorentina in questo suo così imprevedibile finale di stagione. Domani sera, nel sempre meraviglioso scenario che solo un Olimpico gremito in ogni ordine di posto può restituire e con il solito parterre de roi di VIP affacciati alle tribune, sarà già la volta di Fiorentina-Inter, atto conclusivo della Coppa Italia. Non è stato un percorso chissà quanto tortuoso per i viola, arrivati a Roma battendo in casa Sampdoria e Torino e quindi la sorprendente Cremonese nella doppia semifinale. Vero, ma Italiano e i suoi ragazzi non per questo sentiranno meno l'appuntamento: i viola sono una realtà di rilievo nella competizione e devono interrompere quella che è diventata la striscia senza alzare trofei più lunga della loro storia, 22 anni.
C'è un'idea per il centrocampo
"Se a inizio stagione mi avessero chiesto di scegliere, avrei preferito Praga a Roma", ha detto qualche tempo fa l'allenatore della Fiorentina. Senza però scordarsi di aggiungere che "per fortuna siamo arrivati a tutte e due, e vogliamo giocarcele". D'altronde, nonostante l'avversaria sia nientemeno che una finalista di Champions League, i precedenti stagionali contro l'Inter possono lasciare accesa la fiammella della speranza: al Franchi fu un rocambolesco 3-4 nerazzurro all'ultimo secondo, al termine di una partita ricca di recuperi e ribaltamenti di fronte, a San Siro successo toscano per 0-1 nel segno di Jack Bonaventura. L'ex Milan sarà guida e faro della squadra, del centrocampo gigliato: proprio all'incontro di San Siro guarda Italiano mentre pensa a che centrocampo schierare dal 1'. Le ultime voci dallo spogliatoio vorrebbero in grande ascesa la soluzione Amrabat da solo davanti alla difesa, accompagnato dalle mezzali offensive Castrovilli e Bonaventura. Sulla scia di Milano (lì c'era Mandragora e non il marocchino), quando fu proprio la Fiorentina a vincere. Quando si ha un'incredibile voglia di riuscire in quello che sarebbe un trionfo, contro si ha una delle squadre più in forma d'Europa, lecito pensarle tutte.
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