Frosinone, buona la prima in Coppa Italia. In A il 23 agosto c'è la Juventus
Il Frosinone Calcio bagna l'esordio ufficiale nella nuova stagione con una netta e convincente vittoria per 4-1 contro la Juve Stabia allo stadio "Benito Stirpe", strappando il pass per i sedicesimi di finale di Coppa Italia (dove affronterà la vincente tra Sassuolo e Cesena). Una notte che ha regalato indicazioni preziose a mister Massimiliano Alvini, ma che ha anche ribadito come il cantiere giallazzurro sia ancora aperto, soprattutto in vista dell'attesissimo debutto in campionato fissato per domenica 23 agosto alle ore 18:30, sempre in casa, contro la Juventus di Luciano Spalletti.
Le note liete dal campo e l'impatto dei nuovi
Il test contro le vespe stabiane ha messo in luce la straordinaria vena realizzativa di Giorgi Kvernadze (autore di una doppietta e trascinatore assoluto), la freschezza e la qualità di Cichella in mezzo al campo (condita da un gran gol) e il lavoro di sacrificio di Raimondo. Tra i volti nuovi, buone indicazioni sono arrivate da Romano Schmid: il trequartista austriaco, arrivato in settimana dal Werder Brema, ha mostrato spunti di grande qualità e visione di gioco sulla trequarti, pur avendo bisogno di tempo per ritrovare la forma migliore dopo un'estate senza ritiro. Più indietro nella condizione, invece, Kevin Akpoguma: l'esperto difensore ex Hoffenheim ha pagato dazio a una preparazione ancora da completare, facendosi sorprendere in occasione del gol ospite. C'è bisogno di tempo e di lavoro per inserire i tanti elementi arrivati negli ultimi giorni.
Le parole di Alvini: mercato e gestione della rosa
Nel post-partita, mister Massimiliano Alvini ha analizzato senza filtri il momento della squadra, soffermandosi anche sulle dinamiche di mercato e sulla rosa extralarge (attualmente composta da 35 elementi): “Sono giocatori che sono arrivati, li devo allenare e conoscere. Io non sono stato coinvolto, e con Castagnini siamo stati coinvolti su quelli che erano i giocatori dell'anno scorso che abbiamo confermato... il resto sono tutti giocatori arrivati e tu, allenatore, devi capirne le caratteristiche. Ci vorrà del tempo, dei mesi, per poterli poi integrare e farli rendere al meglio”.
Dichiarazioni che lasciano intendere come il tecnico stia facendo di necessità virtù, blindando il gruppo e isolandolo dalle vicende extracampo. Nonostante una rosa da sfoltire e un reparto offensivo che attende ancora un vice Raimondo prima del gong di fine mercato, il Frosinone ha dimostrato di avere un'identità forte: pressing alto, intensità e la mano del suo condottiero in panchina. Ora la testa va al grande esordio di Serie A contro i bianconeri.






