Quattro giocatori non hanno posto nel Milan. E potrebbero andarsene anche altri tre
Il Milan ha avviato un nuovo reset, siamo di fronte all'ennesimo anno zero recente nel mondo rossonero e questa volta l'uomo deputato a provare a condurre fuori dal percorso tortuoso la squadra con lo stemma del diavolo è il portoghese Ruben Amorim. Il quale non si è nascosto in queste sue prime settimane di lavoro, operando di fatto anche un ruolo di mercato nella scelta su chi sarà al centro del progetto che ha in mente e coloro per i quali, invece, non c'è proprio spazio.
In quattro sono ufficialmente alla porta
A due settimane esatte dalla fine dei giochi, i nomi in uscita dalla rosa del Milan sono ancora diversi. Su alcuni di loro è stato affisso il bollino di vendita, senza troppi patemi d'animo: fanno parte di questa lista per esempio i difensori Fikayo Tomori e David Odogu, o ancora i centrocampisti Youssouf Fofana e Warren Bondo e il centravanti, o presunto tale, Christopher Nkunku. Tutti esclusi dai recenti impegni e per i quali non ci sono speranze, almeno oggi, di rimanere a bordo della barca.
Tre profili border line. Tra loro c'è Leao
Ci sarebbero poi coloro i quali non sono stati esclusi in via ufficiale dal progetto Milan, ma che non hanno un posto garantito nelle idee e nei programmi e che, suggerisce qualcuno da Casa Milan, sarebbe forse meglio che trovassero una nuova sistemazione. Risponde a questo identikit per esempio il polivalente difensore Filippo Terracciano, così come il centravanti Santiago Gimenez, che è a un passo dal Porto ma senza essere stato messo coercitivamente in uscita. E poi il caso principe di questo filone, Rafael Leao. Ufficialmente fuori per problemini fisici, non può però essere un caso che nello stesso tempo stiano uscendo continuamente notizie a proposito di un suo addio al Milan possibile anche a cifre non esagerate (si parla di 50 milioni di euro). Considerando che in origine era stato di fatto lui stesso a mettersi sul mercato in autonomia, e che alle stesse cifre sta arrivando Moreira dallo Strasburgo, viene più di un dubbio...






