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Gravina attacca anche i club: "Ho provato a ridurli ma finché anteporranno interessi privati..."

Gravina attacca anche i club: "Ho provato a ridurli ma finché anteporranno interessi privati..."TUTTO mercato WEB
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Niccolò Righi
Oggi alle 10:30Serie A
Niccolò Righi

È un fiume in piena l’ex presidente della FIGC Gabriele Gravina, intervistato questa mattina dal Corriere della Sera. Tra i vari temi toccati c’è anche quello di una riforma dei campionati per ridurre il numero delle 97 squadre professionistiche: “Sono troppe sì. Negli ultimi anni ho presentato diverse proposte di riforme ma finché ci sarà il ‘diritto d’intesa’, che è un vero e proprio ‘diritto di veto’, non ci potrà essere una riduzione e una conseguente riorganizzazione dei campionati. Quando parlo dell’aiuto che la politica può offrite al calcio mi riferisco anche a questo: dare indicazioni al Coni affinché venga eliminato questo blocco”.

E ancora sulle riforme: “Abbiamo avviato un progetto con i bambini per rimettere al centro di tutto la tecnica. Ma la verità è che si fa fatica a perseguire un interesse comune. La filiera non si sviluppa a pieno perché aziende private come lo sono i club non ritengono funzionali il tempo e la fatica che servono per far sbocciare un giovane selezionabili per la Nazionale”.

Gravina parla anche del dialogo che la federazione deve avere con la Lega e con la politica: “La Lega è una componente federale, per questo il dialogo non deve mai cessare di esistere. Con il mondo politico dobbiamo instaurare un dialogo nuovo, basato sul rispetto reciproco. Perché la politica è poco in sintonia con le esigenze del calcio? Scontiamo il vecchio pregiudizio dei presidenti ‘ricchi ma scemi’. Ma è una lettura superficiale e offensiva. Il calcio rappresenta una delle realtà più vive e produttive del nostro Paese, socialmente ed economicamente”.

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