Inter, il cammino europeo è un flop: palla a Oaktree per competere in Champions League
I numeri raccontano una storia impietosa e difficile da aggirare. Il cammino europeo dell’Inter si è chiuso con cinque sconfitte in dieci partite, concentrate tutte nelle ultime sei uscite. Un dato che stride con il passato recente: per accumulare lo stesso numero di ko, in precedenza erano servite addirittura 49 gare. L’eliminazione in UEFA Champions League per mano del Bodø/Glimt ha certificato il momento di difficoltà, come ha ammesso senza giri di parole Cristian Chivu: "Purtroppo in Europa non siamo riusciti a essere competitivi".
La priorità stagionale, dopo il pesante 0-5 incassato nella finale dello scorso maggio, era chiaramente il campionato. Eppure la sensazione, sottolineata dal Corriere dello Sport, è che in ambito continentale un ciclo si sia esaurito. Il gruppo storico, trascinatore da anni, paga un logorio fisico e mentale evidente, accentuato da un’età media elevata. I nuovi innesti, fatta eccezione per Manuel Akanji, non hanno ancora alzato il livello come richiesto dall’Europa che conta.
Ora la palla passa a Oaktree. Il risanamento dei conti, completato grazie alla brillante Champions della scorsa stagione, ha riportato il bilancio in attivo. Ma il margine è finito: per rilanciare servono investimenti mirati e ricambi di qualità, pur senza poter competere con colossi come Real Madrid, Liverpool, Manchester City o Arsenal. Senza un nuovo circolo virtuoso, costruito tra mercato intelligente e player trading, il rischio è restare sospesi tra ambizioni domestiche e anonimato europeo, disperdendo quanto conquistato con fatica negli ultimi anni.











