Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroeSportsFormazioniCalendari
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A AtalantaBolognaCremoneseEmpoliFiorentinaHellas VeronaInterJuventusLazioLecceMilanMonzaNapoliRomaSalernitanaSampdoriaSassuoloSpeziaTorinoUdinese
Canali altre squadre AlessandriaAscoliAvellinoBariBeneventoBresciaCagliariCasertanaCesenaFrosinoneGenoaLatinaLivornoMonzaNocerinaPalermoParmaPerugiaPescaraPordenonePotenzaRegginaTernanaTurrisVenezia
Altri canali Serie BSerie CChampions LeagueFantacalcioNazionalieSportsStatisticheStazione di sosta

Inter, Marotta: "Oggi il nostro è un campionato di transizione, basti vedere Hakimi e Lukaku"

Inter, Marotta: "Oggi il nostro è un campionato di transizione, basti vedere Hakimi e Lukaku"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
mercoledì 25 maggio 2022, 17:08Serie A
di Simone Lorini
fonte da Napoli, Arturo Minervini

Intervenuto al fianco di Iervolino e De Laurentiis durante l'evento organizzato per i 130 anni de Il Mattino, l'ad nerazzurro Beppe Marotta ha parlato anche dei problemi che affliggono il calcio italiano: "De Laurentiis è sempre diretto in un modo in cui c'è grande diplomazia. Avendo 45 anni di esperienza in questo mondo, venendo da campo e scrivania, nel 2000 noi eravamo El Dorado del calcio in termini di partite e di ingaggi. I giocatori venivano qui, come Maradona, e finivano la loro carriera qui. Oggi il nostro è un campionato di transizione, vedere Lukaku e Hakimi che sono arrivati da United e Real e poi al termine della stagione hanno chiesto di andare via. Improvvisamente abbiamo perso posizioni, mi chiedo: perché? Non siamo stati pronti al cambiamento, gli inglesi lo hanno capito partendo dal prodotto in termini di vendita, come per la vendita ai media. Noi in 20 anni abbiamo perso potere competitivo. Nell'ambito della valorizzazione dei diritti media, loro sono partiti molto prima di noi e oggi ci troviamo in un rapporto 1:4. Dal modello del mecenatismo, ci siamo trovati impreparati a modificare il nostro modello di business. E' venuta meno la lungimiranza di alcuni imprenditori. In Italia non c'è il ministero dello sport, nelle scuole lo porto non esiste e il calcio come disciplina non è seguito, abbiamo una disperazione di talenti perché nessuno è in grado di identificarli".

Capitolo sostenibilità: "Noi rispondiamo, in quanto società di capitali, a due ordinamenti: quello sportivo e quello statale, la giustizia. La sostenibilità è fondamentale, essendo un fenomeno popolare poi se dovessimo chiedere a 10 tifosi se preferirebbero una squadra in default ma vincente o solida ma quinta in classifica, 11 risponderebbero vincere ma fallita. Certi costi devono essere contenuti, questo bisogna capirlo: oggi il costo del lavoro sfiora il 70% del fatturato e questo è inaccettabile. Ridurre i costi è fondamentale, ma anche salvaguardare la competitività. Perseguire la sostenibilità sì, ma anche valorizzare le risorse".

L'obiettivo per maggio 2023: "Il core business è il gioco del calcio, la gestione va avanti con il progetto iniziato da qualche anno e che va avanti. L'obiettivo dell'Inter è arrivate nelle prime quattro e da lì arrivano decine e decine di milioni, fondamentali per le casse societarie".