Jagiellonia-Fiorentina 0-3, le pagelle: Mandragora e Ranieri come capitani, Vanoli vede gli ottavi
Jagiellonia-Fiorentina 0-3, l'andata del playoff di Conference League in terra polacca sorride ai viola. Dopo un tempo senza gol, a segno Ranieri, Mandragora e Piccoli su calcio di rigore.
LE PAGELLE DELLO JAGIELLONIA (di Lorenzo Carini)
Abramowicz 5 - Per due volte molto attento su Fabbian nel primo tempo, pasticcia in maniera incredibile sul colpo di testa di Ranieri "regalando" l'1-0 alla Fiorentina. Non può nulla, invece, sulla magistrale punizione di Mandragora e sul rigore di Piccoli.
Wojtuszek 5 - Poco in spinta sulla corsia di destra, è costretto alla fase difensiva per tutti e novanta i minuti. Macchia la sua prova dimenticandosi di marcare Ranieri nell'azione che porta all'1-0 della squadra di Vanoli.
Vital 6 - Gioca una buona gara in fase difensiva, riuscendo a tener testa a calciatori di grande qualità come quelli della Fiorentina.
Pelmard 6,5 - L'ex Lecce si mette in mostra con diverse chiusure di spessore nel primo tempo. Sempre al posto giusto nel momento giusto, non sfigura affatto nel duello con Piccoli.
Wdowik 6 - Dopo un primo tempo nell'ombra, cresce nella ripresa: al 61' sfiora il pareggio centrando in pieno il palo con un gran calcio di punizione dal limite dell'area di rigore.
Pozo 6 - Il giocatore con maggior fantasia nell'undici di Siemieniec, nei primi 45' arriva spesso a mettere in difficoltà Gosens, risultando il più pericoloso tra i polacchi. Ha buone doti tecniche, ma pecca di continuità nella zona "clou".
Flach 5,5 - Prova non entusiasmante del classe 2001, poco coinvolto nella manovra giallorossa e mai realmente nel vivo del gioco. Dal 60' Drachal 5 - Atterra Piccoli in area di rigore, causando il penalty che porta la Fiorentina sul 3-0 e mette i polacchi con un piede e mezzo fuori dalla Conference League.
Mazurek 6 - Per essere un classe 2007, sembra promettere davvero bene: si disimpegna con grande qualità e ha delle visioni di gioco da calciatore già navigato, anche se spesso incappa in qualche ingenuità in fase di non possesso. Non a caso, è da un suo fallo che si origina la punizione vincente di Mandragora. Dall'89' Kozlowski s.v.
Jozwiak 5,5 - Poco più di un'ora all'insegna del sacrificio per il numero 72 giallorosso: fa quel che può per non sfigurare, ma non incide in maniera importante. Dal 68' Rallis 5,5 - Entra in campo poco dopo il raddoppio di Mandragora e non ha modo di farsi notare negli ultimi metri di campo.
Bazdar 5 - Là davanti arrivano nel complesso pochi palloni e per il classe 2004 di proprietà del Real Saragozza non può che essere una serata complicata. Dall'89' Sylla s.v.
Imaz 5,5 - Parte col piede giusto, ma non si riesce a confermare col passare dei minuti.
Adrian Siemieniec 5,5 - La squadra polacca appare da subito ben organizzata e con il possesso palla come marchio di fabbrica. Chiude con merito il primo tempo sullo 0-0, poi nella ripresa si scioglie nel giro di una mezz'ora: tra sette giorni, a Firenze, avrà bisogno di un miracolo.
LE PAGELLE DELLA FIORENTINA (di Dimitri Conti)
Lezzerini 6 - Torna a difendere la porta della Fiorentina quasi un decennio dopo l'ultima volta. A lungo nemmeno deve faticare, quando Wdowik lo supera, da punizione, corre in suo aiuto il palo. Tranquillo pure nel finale.
Fortini 6 - Rischia un pasticcio a inizio match ma se la cava, con il passare dei minuti la sua prestazione cresce di tenore. Spreca il pallone del possibile 0-2 a inizio ripresa, ma nel complesso non è una brutta prova.
Comuzzo 6,5 - A volte è un filo troppo ruvido, ma c'è anche del merito suo nella capacità della Fiorentina di assorbire la mezz'ora iniziale, in cui lo Jagiellonia è sembrato maggiormente padrone del campo. Sicuro e affidabile.
Ranieri 7 - Vista l'assenza di De Gea, rimette al braccio la fascia da capitano persa nelle scorse settimane. Non solo, perché da guida si comporta anche, sbloccando una partita complessa. E subito dopo, gran salvataggio.
Dal 68' Pongracic 6 - Quando entra lui, lo Jagiellonia è già di fatto uscito dalla partita. Per questo non sarà costretto agli straordinari, quanto più all'ordinaria amministrazione.
Gosens 6 - Il primo tiro della Fiorentina è opera sua, ma è un colpo di testa che termina alto di diversi metri. Non spicca, non sembra nemmeno nella sua versione migliore, ma nella notte di Bialystok fondamentalmente neanche serviva.
Fabbian 6,5 - Unico giocatore a calciare in porta nel primo tempo, solo i riflessi di Adamowicz gli impediscono di segnare. Meno al centro della scena nella ripresa, non manca comunque di far pervenire il proprio contributo.
Mandragora 7 - Pur non indossando la fascia, è uno dei capitani di questa Fiorentina, tanto quanto Ranieri. E la meravigliosa punizione del raddoppio gli permette di avvicinarsi alla doppia cifra di gol in questa stagione.
Ndour 6 - Più quantità che voglia di affondare nel primo tempo, quando però migliora la prestazione complessiva della Fiorentina ha modo di farsi apprezzare anche per qualche trama e per la pulizia tecnica in certe uscite.
Dall'83' Balbo sv.
Harrison 6 - Copre porzioni notevoli della corsia di destra, senza risparmiarsi nel fare avanti e indietro. E in tutte e due le fasi. Forse un po' stanco, lascia per questo il campo per primo. Ma dopo una prova sufficiente.
Dal 68' Parisi 6 - Entra e si sistema nel suo nuovo ruolo, alto sulla fascia destra. Non servono straordinari, porta comunque energia e determinazione alla causa della Fiorentina.
Piccoli 6,5 - Ottanta minuti di combattimenti senza grandi frutti, per i quali puoi elogiarne la tempra ma che non soddisfano, se sei il centravanti. Poi però conquista e segna il rigore del triplice vantaggio e della sicurezza.
Fazzini 6,5 - Tra i più in difficoltà a lungo, beneficia però della rinnovata Fiorentina del secondo tempo. Con la crescita della prova di squadra, sale anche lui. E non è solo l'assist sul tabellino per il vantaggio di Ranieri.
Paolo Vanoli 7 - Non si nasconde nell'individuare come obiettivo prioritario il campionato, rispetto alla Conference. E nel gelo di Bialystok vara dunque un corposo turnover, che inizialmente sembra non essere condizione proprio ideale. Dopo un tempo di adattamento al contesto, però, viene fuori la differenza di qualità e la Fiorentina, di fatto, si assicura gli ottavi già all'andata.











