Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroQatar 2022FormazioniCalendari
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacremoneseempolifiorentinahellas veronainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliromasalernitanasampdoriasassuolospeziatorinoudinese
Canali altre squadre alessandriaascoliavellinobaribeneventobresciacagliaricasertanacesenafrosinonegenoalatinalivornonocerinapalermoparmaperugiapescarapordenonepotenzaregginaternanaturrisvenezia
Altri canali serie bserie cchampions leaguefantacalcionazionaliesportsstatistichestazione di sosta

L'ex Parma Benarrivo ricorda Veron: "Il centrocampista più completo con cui abbia giocato"

L'ex Parma Benarrivo ricorda Veron: "Il centrocampista più completo con cui abbia giocato"TUTTOmercatoWEB.com
venerdì 25 novembre 2022, 10:54Serie A
di Alessio Del Lungo

Antonio Benarrivo, vice campione del mondo con l'Italia negli USA, ha parlato ai microfoni del Golden Foot di Juan Sebastian Veron, insignito del Golden Foot Legend Award e suo ex compagno al Parma: "Un centrocampista completo, elegante, duttile, capace di segnare gol e fornire assist. Non ricordo di aver mai giocato con un centrocampista così completo. Speva dove dare la palla".

Cosa apprezzava maggiormente di Veron?
"Ho apprezzato il fatto che abbia sempre cercato di aiutarti nei momenti di tensione di una partita quando non c'era tempo per riflettere, per pensare perché sono azioni così veloci... Sapeva darti quella serenità e soprattutto esserci quando sbagliavi, che è una cosa fondamentale. Non era quel giocatore che urlava contro il compagno quando qualcuno sbagliava, ti batteva le mani, ti incitava a fare meglio. Sono doti innate da giocatore, in lui trovavi il punto di riferimento a tutto tondo. Parlava poco, mai una parola fuori posto, ma quando lo faceva era come un Vangelo".

C'è un aneddoto, un ricordo particolare che conserva di Veron e di quel Parma?
"Quella squadra ha vinto le sue partite nello spogliatoio, eravamo un gruppo coeso, un gruppo fantastico, ben supportato da lui. L'ho visto come il fulcro tra centrocampo, attacco e difesa. Il perno delle tre fasi di gioco. Oltre ad avere le qualità, quel Parma era un grande gruppo".

Avevate dei punti in comune con Veron?
"Un terzino che fa avanti e indietro in attacco e in difesa si nota sicuramente, un centrocampista un po' meno. Veron ci ha messo anche una specie di tecnica, in fase di appoggio era da tutte le parti, tu avevi palla in difesa e lui veniva a riceverla, il centrocampista ce l'aveva e veniva a riceverla, e lo stesso faceva con gli attaccanti . Infatti, oltre a segnare gol, Sebastian ha fornito anche molti assist. Poteva creare un cerchio virtuale di 10-15 metri, dove c'era la palla, lui era già in giro. Questo modo di giocare ha esaltato le sue caratteristiche".

Il rimpianto più grande della sua avventura a Parma?
"Eravamo una squadra di fenomeni sconosciuti. L'unica cosa che mancava era lo scudetto, bisognerebbe analizzare i motivi per cui questo trofeo non è mai arrivato a Parma perché in più di un'occasione siamo stati la squadra più forte. Rimane il rammarico però, ricordiamoci e non dimentichiamo che il Parma è stato quattro volte Campione d'Europa, abbiamo vinto quattro trofei italiani, tre Coppe Italia e una Supercoppa Italiana. Per quello che è stato, per gli investimenti fatti, credo che nessuna squadra al mondo abbia fatto quello che ha fatto il Parma in 13 anni".