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La Fiorentina e la Conference: cosa rimane di una travagliata storia d'amore durata quattro anni?

La Fiorentina e la Conference: cosa rimane di una travagliata storia d'amore durata quattro anni? TUTTOmercatoWEB
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Niccolò Righi
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Niccolò Righi
venerdì 17 aprile 2026, 08:30Serie A

Uscire con una vittoria, la prima conquistata contro una squadra dei top 5 campionati europei. Forse è il riassunto perfetto di quelli che sono stati i quattro anni vissuti dalla Fiorentina in Conference League. Una competizione che a lungo per i viola è sembrata casa, senza mai davvero esserlo fino in fondo. Un percorso lungo durato 60 partite - preliminari compresi - iniziato nell’agosto del 2022 contro il Twente e finito nell’aprile del 2026 contro il Crystal Palace. Con gli inglesi non bastava vincere, serviva stravincere, e alla squadra di Vanoli è riuscita solo la prima condizione, schiacciata dall’ampio 3-0 maturato a Londra che ha reso ininfluente il 2-1 al Franchi.

E dunque all’indomani dell’eliminazione viene da chiedersi: cosa rimane di questo percorso europeo? È una domanda che a Firenze in tanti si faranno a lungo. L’aver rimesso la Fiorentina sulla cartina di una mappa calcistica dove era sparita tra il 2016 e il 2022 né è certamente un merito. D’altro canto però, nonostante le due finali, la semifinale e i quarti, la bacheca resta ancora ferma a quell’ormai ultimo e polveroso trofeo datato 2001: un quarto di secolo fa.

E forse il problema della Conference League è stato l’aver creato un ambiente che alla lunga è finito con il ristagnare. Come in quelle relazioni lunghe dove nessuno ha il coraggio di lasciare l’altro, finendo con il farsi più del male che del bene. La realtà ci racconta infatti come molti club abbiano beneficiato della minore delle competizioni Uefa come una sorta di trampolino per spiccare il volo verso la Champions o l’Europa League. Non per la Fiorentina che, paradossalmente, ogni anno ha fatto peggio del precedente e che saluta con il poco invidiabile record di aver sempre fallito l’appuntamento quando davanti si è presentato un club dei top 5 campionati europei: ko con il West Ham, eliminata dal Betis, ko con il Mainz e adesso l’eliminazione con il Crystal Palace. Anche per questo svegliarsi da questo ‘Giorno della marmotta’ potrebbe forse essere la soluzione per la squadra: prendersi un anno sabbatico per resettare e ripartire con ambizioni diverse in una stagione, la prossima, in cui a Firenze si “festeggerà” il decennale dell’ultima apparizione in Europa League.

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