La Fiorentina e la gestione giovani: il caso Kospo. Dalla Youth League al Barça a 0 minuti in Italia
Ha fatto piuttosto discutere negli scorsi giorni l’atteggiamento avuto da Paolo Vanoli nei confronti del giovane centravanti Riccardo Braschi in occasione di Fiorentina-Sassuolo, tenuto a riscaldarsi per tutto il secondo tempo di una sfida che in termini di classifica aveva molto poco da raccontare eppure lasciato in panchina per 900 minuti, nonostante le assenze sia di Kean che di Piccoli per infortunio. Una scelta, quella del tecnico viola, ampiamente criticata non solo all’interno del panorama fiorentino, ma da varie parti del Paese, ancora alle prese con il dibattito sulla poca considerazione che c’è in Serie A nei giovani calciatori.
Eppure in casa Fiorentina c’è un caso forse ancor più curioso, quello di Eman Kospo. Difensore classe 2007, Kospo è arrivato la scorsa estate direttamente da una delle scuole calcio più formative e performative del mondo: la Masia del Barcellona, con cui riuscì a vincere la Youth League da titolare. "Lo abbiamo seguito a lungo” disse di lui l’allora direttore sportivo Daniele Pradè: “Siamo felici di averlo preso, ci puntiamo tanto”. Eppure il bosniaco, già nel giro della Nazionale maggiore, in un anno non è ancora riuscito a giocare ancora nemmeno un minuto, né in campionato, né nelle Coppe. Gli unici scampoli di partita disputati li ha fatti in Primavera, dove saltuariamente viene convocato da Daniele Galloppa.
L’età è certamente dalla sua parte, per carità, ma viene da chiedersi: perché andare a puntare su un giovane difensore del Barcellona se in Italia quella che ancora oggi è la dodicesima difesa di tutto il campionato non riesce a garantirgli neanche un minuto? Domande a cui non avremo risposte. Nel frattempo l’estate si avvicina e con essa l’inizio del calciomercato, una sessione in cui Kospo potrebbe cercare di accasarsi in prestito in qualche altra squadra che possa dargli maggiore fiducia.










