La vecchia guardia in soccorso della Juve. Spalletti ha due attaccanti in più, come nessun altro
Torino, Allianz Stadium, minuto 34 del secondo tempo di Juventus-Sassuolo, risultato ancorato sull'1-1. Dopo essere partito col falso nove (Boga), ecco Spalletti che butta in campo l'artiglieria pesante. Le prime punte.
Ma dalla panchina non esce Jonathan David. E nemmeno Lois Openda. Così come non esce Edon Zhegrova, che prima punta non è, ma che comunque entrerà qualche minuto più tardi. La scelta ricade su altri giocatori, su altri attaccanti. Non si vedono da mesi, anche di più. Dusan Vlahovic e Arek Milik.
Il polacco torna in campo in un match di Serie A a distanza di 665 giorni dall'ultima volta, era il 25 maggio 2024 contro il Monza in casa. Praticamente un'era geologica. Vlahovic non giocava da fine novembre, per la precisione da 112 giorni. Un messaggio forte, quello di Spalletti, con delle sostituzioni che in pochi avrebbero previsto prima della partita. Del resto, in palio ci sono punti pesanti, punti Champions, la stagione passa anche da qui. Mancano pochi minuti (anche al rigore sbagliato da Locatelli...), vedrete che entrerà chi ha il ritmo partita. E invece no. David e Openda restano a sedere, come già avevano fatto all'annuncio della formazione ufficiale nella quale per fare l'attaccante è stato scelto Jeremie Boga. Arrivato a gennaio, per l'appunto, e già avanti rispetto a chi (non) gioca da agosto.
Milik per poco non la risolve allo scadere, ma un miracoloso Muric gli nega la gioia più grande. Vlahovic in pochi minuti mangia l'erba, ha gli occhi della tigre. Gli occhi di chi ha il fuoco dentro. E Spalletti lo sa. Alla fine il risultato non cambia, a gioire - oltre al Sassuolo - sono più che altro Como e Roma, che vedono nei due punti persi dalla Juventus un'occasione per accorciare e/o allungare in classifica. Ma Spalletti è sicuro, c'è ancora una fetta di campionato da giocare "ed è tutto apertissimo". E da oggi, con due attaccanti in più.











