Lazio, tra "battute" e "qui comando io": cosa resta delle parole di Fabiani e Lotito
Una conferenza stampa fiume che come successo in estate mette in secondo piano i protagonisti principali. A luglio la presentazione di Maurizio Sarri era stata sovrastata da un presidente Lotito carico come non mai, volenteroso di difendere il suo operato in un'estate condizionata dal blocco del mercato. La prima conferenza in biancoceleste di Petar Ratkov e Kenneth Taylor è diventata l'occasione per risentire le parole della società. A parlare sono stati sia il direttore sportivo Angelo Fabiani che il presidente Claudio Lotito, entrambi con avvisi ai naviganti piuttosto chiari. La società ha voluto sottolineare come il rapporto con Sarri sia ottimo e la collaborazione è quotidiana, però alcuni messaggi non sono passati in secondo piano. Dopo aver provato a dare la colpa alla stampa, rea di aver "travisato" le parole in realtà chiarissime di Sarri in questo inizio di stagione, si è poi passati alle parole più concrete.
Lazio, i messaggi di Fabiani e Lotito dopo la conferenza
A iniziare è stato il presidente Claudio Lotito, che dopo aver parlato di "giocatori scelti dalla società" nei giorni scorsi ha deciso di passare allo step successivo. "A casa mia comando io! Gli altri sono dipendenti, sono io quello che decide". La speranza è che non si vada avanti seguendo i versi di "E qui comando io" di Gigliola Cinquetti, soprattutto quel "devi pagarle con sangue e dolor" che sembra riassumere perfettamente la stagione 2025/26 della Lazio. Più sottile è stato il direttore sportivo Angelo Fabiani, che si è voluto soffermare sul sarcasmo toscano di Sarri. "Se fa una battuta da buon toscano è un altro discorso, ma secondo voi non li conosce certi giocatori? Alla battuta non segue il concetto che Sarri non conosce il giocatore, è stato osservato dal suo staff e conosceva al 100% Ratkov". Dove sta la verità? La prossima puntata è attesa per lunedì, quando dopo Lazio-Como Sarri sarà stuzzicato sull'argomento e avrà modo di chiarire il suo ruolo di "dipendente" e le sue "battute da buon toscano".











