Lazio, Ratkov: "Sono pronto per accettare la sfida". Taylor: "Obiettivo Europa"
10.45 - Dopo il blocco del mercato estivo, la Lazio nella sessione di gennaio ha subito battuto due colpi con gli arrivi di Petar Ratkov e Kenneth Taylor, arrivati a Roma per sostituire rispettivamente Taty Castellanos e Matteo Guendouzi. I due nuovi acquisti hanno già fatto il loro esordio al Bentegodi nel successo contro il Verona e oggi verranno presentati alla stampa negli studi televisivi del centro sportivo di Formello. Segui la diretta testuale su TUTTOmercatoWEB.
11.18 - È iniziata la conferenza stampa di presentazione di Petar Ratkov e Kenneth Taylor. Insieme al direttore sportivo Angelo Fabiani è presente anche il presidente Claudio Lotito.
Prende la parola il presidente Claudio Lotito: "Buongiorno a tutti, con grande piacere oggi siamo qui a presentare due giocatori. Riteniamo che questi giocatori possano rappresentare un valore aggiunto in una società che ha sempre fatto programmazione. Sono giocatori seguiti, Ratkov lo abbiamo seguito per tanto tempo. Abbiamo una sala scouting che monitora tutti i calciatori a livello internazionale, abbiamo attenzionato questo ragazzo e abbiamo inviato un osservatore durante Bologna-Salisburgo. È un giocatore importante per età, tecnica, velocità e attacco dell'area di rigore. Rappresenterà un valore aggiunto per la società".
Anche il direttore sportivo Angelo Fabiani presenta Petar Ratkov: "C'è poco da aggiungere a quello che ha detto il presidente, Ratkov è un ragazzo del 2003 che si inserisce nel contesto del progetto tecnico della società. Uso il termine svecchiamento, riponiamo in Ratkov tante belle speranze ma non deve dimostrare nulla, lo ha già fatto al Salisburgo".
Prende la parola Petar Ratkov: "Sono molto felice di essere qui, uno dei club più grandi in Italia e in Europa. Sono felice di essere qui con il presidente e il direttore sportivo, mi piace molto come sono stato accolto nella prima settimana".
Si è parlato di un progetto giovani, senti di poter essere già importante quest'anno o servirà pazienza?
"Sono pronto per questo, ero uno dei più esperti nel Salisburgo e ora sono pronto per fare bene in questo nuovo club".
Chi ti sta impressionando tra i nuovi compagni? Sarri ti ha chiesto qualcosa di specifico?
"Tutti i compagni sono di un altissimo livello, anche in attacco ci sono ottimi giocatori. Posso imparare tanto da loro, sono felice di poter giocare con loro e ricevere i loro assist. Con il mister va tutto bene, farò quello che mi chiede e aspettiamo di entrare in campo".
Con le tue caratteristiche puoi fare bene nell'attacco alla profondità e in area di rigore come richiede Sarri?
"Sono molto alto, ma so giocare anche bene tecnicamente con il pallone a terra. Non sono il tipico centravanti che si limita a finalizzare, posso fare anche diversi assist e aiutare la squadra in tanti modi".
Ti abbiamo visto a Verona dopo un mese di stop a Salisburgo, sei già al top o ti serve tempo per recuperare?
"È vero, ho fatto tutto per essere al massimo della condizione il prima possibile e farò di tutto per essere pronto il prima possibile".
Qual è il tuo attaccante di riferimento? Sarai soddisfatto se dovessi segnare quanti gol?
"In tutta la mia vita ho detto che Lewandowski era il mio idolo e penso di avere caratteristiche simile, cerco di guardare tutto quello che fa lui per migliorare. Sui gol non lo so, sarei felice di segnarne diversi, ma l'importante è aiutare la squadra per provare a entrare in Europa".
Cosa hai pensato quando Cancellieri non ti ha servito a Verona? Pensando al Como, quanto servirebbe un gol per sbloccarti subito?
"Dopo il primo tocco ho attaccato la profondità, forse poteva servirmi ma poi sono finito in fuorigioco. Per lunedì sono pronto, spero per un buon risultato e se vorrà il mister sono pronto per giocare dal primo minuto".
Che impatto hai avuto con il calcio italiano a Verona? Che emozioni hai in vista dell'esordio all'Olimpico?
"A Verona è stata la prima partita in Italia e mi sono divertito, ovviamente abbiamo vinto ma ho avuto belle sensazioni. Ho bisogno di ancora un po' di tempo per acquisire più fiducia, ma sono felice di poter giocare in casa lunedì all'Olimpico. Ieri sera sono andato a vedere lo stadio per la prima volta. abbiamo dei tifosi incredibili e ho preso confidenza con lo stadio".
Senti il peso dei nomi importanti che sono passati tra Salisburgo e la Lazio?
"Sicuramente Immobile qui è una leggenda, è stato un attaccante straordinario alla Lazio così come Sesko e Haaland al Salisburgo. In ogni club in cui vado voglio far vedere chi sono, questa è una sfida importante per me. Ho voglia di segnare".
Stai trovando similitudini tra il calcio che giocavi a Salisburgo e le richieste di Sarri?
"In Serbia ho avuto un allenatore che voleva giocare in maniera simile, sicuramente non a questo livello, ma ho un'idea del tipo di calcio che vuole proporre il mister e mi piace molto".
Quando hai saputo dell'interesse della Lazio cosa ti ha convinto? La Lazio per te è un punto di arrivo?
"Quando l'ho saputo per la prima volta ero felice, avevo già deciso di venire qui. Milinkovic mi ha parlato benissimo di questo club e della città, quindi non ho avuto dubbi. Voglio stare qui a lungo".
Hai segnato un gran gol da lontano ieri in allenamento, puoi aggiungere anche questo al gioco della Lazio? Come procede la conoscenza con Sarri?
"Il gol di ieri è stato un bel gol, ma ho sempre detto che sono un attaccante che sa fare tante cose, non solo fare il numero 9 ma calciare da lontano è un altro aspetto. Sul rapporto col mister è normale non conoscersi all'inizio, ma impareremo a conoscerci e mi aspetto grandi cose da qui in avanti".
Ci sono attaccanti della Serie A ai quali ti ispiri? Hai sempre giocato da attaccante?
"Cerco di guardare più attaccanti possibili per migliorare, ma il mio riferimento è sempre stato Lewandowski. Conosco Vlahovic perché è un mio compagno di squadra in Serbia. Ho sempre giocato da attaccante e cerco di fare il mio massimo".
In chiusura di presentazione di Petar Ratkov il direttore sportivo Angelo Fabiani ha voluto sottolineare un ultimo aspetto: "Intervengo solo per sottolineare una cosa, il mister fa battute perché è toscano e aveva detto anche che non conosceva Castellanos, poi ci chiese di prenderlo. Alla battuta non segue il concetto che Sarri non conosce il giocatore, è stato osservato dal suo staff e conosceva al 100% Ratkov. È un modo per stimolare il giocatore da parte del mister, avete visto come Castellanos fosse un oggetto sconosciuto e poi è arrivata una richiesta importante. Lasciamo come battuta quanto detto da Sarri, perché lo conosceva perfettamente".
11.44 - È terminata la conferenza stampa di presentazione di Petar Ratkov, ora la presentazione di Kenneth Taylor.
Prende la parola il presidente Claudio Lotito: "Per quanto concerne Taylor, penso sia un giocatore che contrariamente a quanto detto da qualcuno piuttosto conosciuto. È stato fatto un avvicendamento non voluto dalla società, Guendouzi ha chiesto di essere ceduto e noi lo abbiamo accontentato. La filosofia di questa società non è più quella di trattenere i giocatori, chi vuole rimanere rimane, mentre mandiamo via chi non vuole restare. La Lazio non è un punto di partenza, ma di arrivo. Bisogna essere convinti di restare alla Lazio e questo vale per trasmettere un segnale ai tifosi, non stiamo facendo svendite e lo chiariamo una volta per tutte. Qui c'è un lavoro tecnico importante che sta facendo il direttore sportivo, qui non c'è improvvisazione e attraverso la sala scouting selezioniamo i giocatori. Voi mettete sui giornali certi nomi che neanche conoscete, ma abbiamo una serie di dossier di giocatori che seguiamo anche per qualità morali. Sono giocatori che oltre ai piedi hanno anche la testa e in base a questo vengono fatte delle selezioni. A centrocampo il direttore ha ritenuto di selezionare Taylor, che ha subito dimostrato di poter far bene alla prima uscita".
Anche il direttore sportivo Angelo Fabiani presenta Kenneth Taylor: "Le sue caratteristiche rientrano perfettamente nelle richieste del mister. Qualche volta si fa finta di non conoscere dei giocatori perché ultimamente ci sono dei gruppetti che ne approfittano per inserirsi e guadagnarci alle spalle della Lazio. Non possono saltare delle operazioni perché si vogliono inserire persone che dicono una marea di stupidaggini. Abbiamo avuto la fortuna di lavorare in estremo silenzio su questi due giocatori, altrimenti vi garantisco che non saremmo riusciti a concludere le trattative. È un calciatore conosciuto da Sarri, parliamo di due società come Salisburgo e Ajax che sono di primaria importanza nel panorama calcistico, figuriamoci se Sarri non conosce giocatori di squadre così importanti. Abbiamo preso le prestazioni di un grande uomo e di un giocatore che farà apprezzare le sue qualità tecniche, ha i gol nelle gambe come dimostrano le 14 reti segnate lo scorso anno tra campionato ed Europa. È l'elemento di squilibrio tecnico che serviva e che ha richiesto il nostro mister".
Prende la parola Kenneth Taylor: "Le mie prime impressioni sono ottime, tutti mi hanno dato il benvenuto migliore e sono felice".
Cosa ti ha spinto ad accettare la Lazio?
"La Lazio si è presentata con un ottimo progetto, è un grande club e ho avuto modo di parlare con il presidente e con il direttore, mi hanno convinto a venire qui".
Come ti sei trovato nei meccanismi di Sarri a Verona?
"È andata benissimo, mi sono allenato sono una volta e non è stato facile, ma all'Ajax abbiamo proposto un'idea di calcio simile specialmente l'anno scorso e quindi mi sono trovato bene".
Cosa rappresenta per un giovane crescere nell'Ajax? Cosa ti ha spinto a scegliere il calcio italiano?
"Credo che la scuola calcistica dell'Ajax sia tra le migliori al mondo ed è una sensazione meravigliosa. La Serie A è uno dei migliori campionati al mondo, qui si gioca un calcio molto maturo che mi farà crescere".
Cosa ti ha chiesto mister Sarri in questi giorni? Giocare mezzala destra o sinistra cambia qualcosa per te?
"Per me è uguale giocare come mezzala destra o sinistra. Il mister mi chiede le stesse cose che chiede agli altri centrocampisti, muovere velocemente palla, inserirmi per cercare il gol e aiutare la squadra".
Quali sono i tuoi obiettivi personali? In cosa puoi migliorare in Serie A?
"Credo che la Serie A sia un campionato molto maturo dove impari a vincere la partite, questo è un qualcosa che voglio imparare. Gli obiettivi principali sono a livello di squadra, la squadra viene sempre prima".
Il cammino europeo della Lazio lo scorso anno ha influito sulla tua scelta?
"Si, lo scorso anno abbiamo perso 3-1 in casa e la Lazio ha giocato una gran partita, forse anche questo ha leggermente influito sulla mia scelta".
Ci sono delle similitudini tra Farioli e Sarri? Puoi giocare anche davanti alla difesa?
"Credo che le richieste tra Farioli e Sarri siano abbastanza simili, non ho ancora la possibilità di dire cosa abbiano in comune. Posso giocare davanti alla difesa e mi trovo bene anche lì".
Ti ha sorpreso l'entusiasmo dei tifosi? Hai già avuto modo di parlare con gli altri centrocampisti?
"I tifosi sono incredibili, è stato molto bello vedere il loro entusiasmo e a Verona hanno creato uno spettacolo incredibile con i loro striscioni. Ho parlato con i miei compagni, ma c'è stato veramente poco tempo, stanno cercando sempre di aiutarmi".
Cosa ti ha portato a lasciare l'Ajax? È stato prefissato un obiettivo di squadra quando ti è stato presentato il progetto?
"Ho giocato oltre 200 partite all'Ajax e vuoi di più, sono andato via perché avevo l'ambizione di ottenere qualcosa di più. Il nostro obiettivo è quello di tornare in Europa".
Sei mancino naturale, ma giochi molto bene col destro. Come ti è nata questa caratteristica? A Verona sei stato molto attento alle indicazioni di Cataldi, quanto è stato difficile giocare in un nuovo sistema?
"Ho imparato a giocare col destro con mio padre ogni giorno giocando fin da piccolo. Cataldi mi ha parlato moltissimo, ha cercato di aiutarmi molto durante la partita e quando ti parla così tanto un giocatore d'esperienza la cosa più giusta è ascoltarlo".
Hai parlato con qualche olandese che ha giocato qui alla Lazio? Sei stato paragonato a Kroos, rientri in quelle caratteristiche?
"Non voglio fare certi paragoni, sicuramente da piccolo ho guardato giocatori come Xavi, Iniesta e Busquets e sono stati loro i calciatori che mi hanno ispirato".
12.07 - È terminata la conferenza stampa di presentazione di Petar Ratkov e Kenneth Taylor. Adesso parola al presidente Claudio Lotito.
Taylor ha parlato di obiettivo Europa, è questo l'obiettivo della società? Ci saranno altri acquisti a centrocampo o il mercato è finito qui?
"Il mercato per noi è aperto, chiude il 31 gennaio quindi seguiamo tutto. Noi facciamo le valutazioni tecniche per accrescere il valore della squadra, indipendentemente se serve o non serve. Noi abbiamo tanti esuberi, vorrei ricordare a tutti che ci è stato impedito di fare mercato in estate. Per fortuna il direttore aveva lavorato e allestito una squadra che ritenevamo competitiva, infatti riceviamo offerte importanti a livello internazionale. Noi non poniamo limiti alla provvidenza, partiamo da una posizione in classifica di un certo tipo perché oltre al blocco del mercato ci sono stati una serie di infortuni imponderabili e squalifiche che non erano prevedibili e che hanno condizionato i risultati delle partite. L'obiettivo nostro è dare il massimo, poi dipende anche da quello che fanno le altre squadre. Lavoreremo per riportare la Lazio dove è stata, per tantissimi anni siamo stati in Europa League, quest'anno dopo tanti anni non abbiamo potuto partecipare alle competizioni europee e mi riferisco all'Europa League e alla Champions League, con tutto il rispetto della Conference. Stiamo allestendo una squadra competitiva, lo è già in partenza perché abbiamo giocatori richiesti da tante squadre, poi parla il campo. Vorrei chiarire una volta per tutte che la Lazio non fa la collezione delle figurine, noi valutiamo i giocatori per quello che sono tecnicamente e caratterialmente. Bisogna valutare anche la testa dei giocatori, che è importantissima".











