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Le pagelle dell'Inter - Inzaghi alla Mou, Skriniar-De Vrij dei bei tempi. Standing ovation Calha

Le pagelle dell'Inter - Inzaghi alla Mou, Skriniar-De Vrij dei bei tempi. Standing ovation CalhaTUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
martedì 4 ottobre 2022, 23:08Serie A
di Ivan Cardia

INTER-BARCELLONA 1-0
(45'+2 Calhanoglu)

Il racconto di Inter-Barcellona su TMW

Onana 6,5 - A fine anno il brano più ascoltato su Spotify sarà la musichetta della Champions. All'ora di gioco bastano i polpastrelli sul tiro a botta sicura di Dembélé, il palo fa il resto. A farfalle sulla rete di Pedri, graziato dal tocco di mani di Ansu Fati: a questa storia che il portiere può uscire dalla porta ci si deve abituare, nel bene e nel male.

Skriniar 7 - La fascia da capitano gonfia il braccio dello slovacco. Per una serata, proprio quando serve, torna il muro slovacco che potrebbe anche valere 70 milioni a dodici mesi dalla scadenza del contratto.

De Vrij 7 - Davanti ha uno dei clienti più scomodi al mondo. Sarà la responsabilità, ma sembra quello dei bei tempi. Attento, preciso, ruvido quando serve. Più che promosso. (Dal 76' Acerbi 6,5 - Si cala alla perfezione nel ruolo di difensore del forte sino alla fine).

Bastoni 6,5 - Che fatica su Dembélé, che va un po' da tutte le parti ma lo punta spesso e volentieri. Regge, come tutta al difesa.

Darmian 6,5 - "Sarà una partita di sofferenza", gli aveva vaticinato Inzaghi avendolo accanto in conferenza stampa. Detto fatto, la gestisce più che bene. (Dal 76' Dumfries 5,5 - Regala un brivido di cui tutti avrebbero fatto a meno).

Barella 6,5 - Come tutti, quante imprecisioni negli ultimi metri, dall'inizio alla fine. Come tutti, più di tutti, sentiva l'onere di una gara in cui combattere. Anche con la sua foga.

Calhanoglu 7 - Conclude con la standing ovation e del resto la sua rasoiata vale tantissimo. La rete corona la miglior Inter della stagione, da evitare ci sono i consueti passaggi rischiosi, di quelli fatti apposta per innescare la ripartenza avversaria. (Dall'85' Asllani -s.v.).

Mkhitaryan 6,5 - In crescendo. Nel primo tempo sparisce nelle pieghe della gara, nel secondo è fra quelli che, con tanta abnegazione, consente di alzare la testa ai suoi. Tra i migliori.

Dimarco 6,5 - Regge, e non era affatto scontato visto questo Dembélé, l'impatto avversario. Davanti anche lui potrebbe contribuire a una precisione maggiore nelle rifiniture, nel complesso gioca una grande gara e San Siro apprezza. (Dal 76' Gosens 6 - Buona applicazione sulle barricate).

Correa 6 - Segnali di vita dal pianeta Tucu. Protagonista nell'azione del rigore negato, troppe volte in fuorigioco ma nel complesso altra prova rispetto a quelle abuliche viste finora in stagione. (Dal 57' Dzeko 5,5 - Serve altro. Ha la stazza e la tecnica per tenere su i compagni, non ci riesce proprio mai).

Lautaro 6,5 - Era quasi del Barcellona, poi è arrivata la pandemia. Acciaccato, convince Inzaghi a schierarlo titolare e dura tutta la partita. Spesso impreciso, di calciare forse non è cosa, ma si danna su ogni pallone, fino al novantottesimo.

Inzaghi 7,5 - Rischia Lautaro (o era tutta pretattica?), rischia Calhanoglu. Chi non risica non rosica, si dice a Piacenza così come a Milano e a Canicattì. Sorprende il cambio anticipato fra Correa, a cui ha dato l'ennesima occasione, e Dzeko, per il resto ruolo su ruolo. Costruisce una gara di solidità e sofferenza, con la difesa a cinque per il 90 per cento del tempo visto che la palla ce l'hanno quasi sempre loro. Il tabellone finale gli dà ragione, in una serata alla Mourinho. Il migliore di è lui, specie considerato il momento.