Moggi su Inter-Juventus: “La Penna inadeguato. Bastoni? Ha fatto la cosa peggiore”
Per commentare l'episodio che sta facendo discutere da due gironi l'Italia calcistica, con l'espulsione di Pierre Kalulu per una simulazione avvenuta durante il derby d'Italia tra Inter e Juventus vinto dai nerazzurri 3-2, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di TMW lo storico dirigente bianconero Luciano Moggi. Queste le sue parole: "Il derby d'Italia è stata una partita che farà succedere qualcosa. L'arbitro è stato inadeguato e le condizioni del VAR fuori dalla portata di tutti perché ogni giorno cambiano le regole. Quando il VAR è stato introdotto quelli che dicevano ‘menomale, almeno la Juventus non ruba più’, adesso sono gli stessi che lo maledicono. O interviene sempre o non interviene mai: sul fatto di Bastoni doveva intervenire, anche se il regolamento attualmente non lo consente. Bastava agire con il buonsenso. Bastoni ha sbagliato a fare un gesto che ha aizzato la piazza".
Il problema sta nel protocollo?
"Il problema sta nel regolamento sì. Il VAR così non funziona. Domandiamoci perché in Inghilterra lo utilizzano poco. Qui le regole cambiano ogni giorno e già gli arbitri sono quello che sono. Se La Penna fosse stato adeguato probabilmente avrebbe guardato da un'altra parte. Rocchi dice la verità quando accusa i giocatori di volerli ingannare. E' vero, perché ognuno tira al proprio interesse. Tutti dal loro punto di vista hanno ragione, servirebbe solo che stessero tutti un po' più zitti, forse il calcio andrebbe avanti nel modo migliore. Meno chiassoso e più qualitativo. Anche queste cose fanno sì che i giocatori stranieri forti scelgano di non venire in Italia e da noi vengono questi mezzi calciatori. In Premier c'è molto meno rumore: non ci sono ritiri, i ragazzi sono più liberi, cose che da noi sono impensabili. Qui non è più un intrattenimento ma un'azienda che cura il proprio interesse".
E dell'esultanza di Bastoni che ne pensa?
"Quella è la cosa peggiore perché sa che in Inter-Juventus qualsiasi scintilla diventa una fiamma. E' stata una cosa ingenua, ma poteva risparmiarsela. E' da lì che è nato tutto. Potevano starsene tutti zitti e dire che l'arbitro era inadeguato. In certe partite un arbitro giusto, conoscendo anche l'ambiente, non rovina tutto all'inizio".
Come commenta invece le parole di Chivu?
"Sono cose che dovete chiedere a lui. Il concetto di fondo resta l'uso del VAR, perché così non fa che confondere la classe arbitrale. Poi c'è La Penna che è stato inadeguato. Tutto il resto poi lo dovete scrivere voi… A me se Chivu parla bene o male non interessa, io parlo di calcio".
Condivide la presa di posizione della Juventus e il fatto di essere andati solo Comolli e Chiellini a parlare nel post-partita?
"Loro non c'erano quando successero i fatti del 2006. Quindi non posso dire se hanno sbagliato o meno. Se ci fossero andati quelli che c'erano nel 2006 direi che se lo potevano risparmiare. Anche perché la sentenza parlò di campionato regolare, mentre l'avvocato Zaccone che difendeva la Juve disse di mandarci in B per la paura di andare in C. Io non so se Chiellini e Comolli hanno fatto bene o male, ma non erano alla Juventus nel 2006 e non esprimo giudizi".
A Moratti hanno chiesto se la Juventus fosse una vittima, lui ha risposto che la storia dice altro…
"Mi dispiace che Moratti tiri sempre per i capelli andando a rinvangare il passato, però una risposta è d'obbligo e tira in ballo il suo Presidente Facchetti. Evidenzio che ci sono stati due processi ordinari: uno a Napoli e uno a Milano. A Napoli non hanno mai trovato reati nonostante le 170mila intercettazioni pagate da noi contribuenti e che non hanno mai voluto leggere, alla fine non condannarono nessuno e il fatto andò in prescrizione. Mentre a Milano la Corte d'Appello che ha letto le intercettazioni disse che Facchetti faceva lobbying con gli arbitri e il Procuratore Federale, Dottor Palazzi, disse che l'Inter era la società che rischiava più di tutti per il comportamento illegale del suo Presidente Facchetti. Se Moratti dice così gli vanno ricordati questi due processi, perché per lui quello di Milano non esiste, ma esiste solo quello di Napoli.
Infine il messaggio ai tifosi: "Io voglio troppo bene al calcio e dico ai tifosi: datevi una regolata e andatevi a vedere la partita tranquilli. E se il calcio non vi piace più andate al cinema".











