Napoli, critiche a De Bruyne per la prova di Como. Ma è il calcio di Conte a non esaltarlo
Le critiche piovute su Kevin De Bruyne dopo la prova contro il Como raccontano solo una parte della realtà. Il centrocampista belga è finito nel mirino per presunti limiti atletici e per un rendimento giudicato deludente, ma i dati offrono una lettura diversa. Al momento della sostituzione, infatti, era il terzo giocatore per chilometri percorsi in campo, segno che l’accusa di “non correre” non trova riscontro.
De Bruyne, il contesto è sbagliato
Diverso il discorso sul piano tecnico. De Bruyne arriva da una stagione con alti e bassi, fortemente condizionata dal lungo infortunio che l'ha tenuto fuori da ottobre a fine marzo, ma è inevitabile interrogarsi anche sul contesto in cui viene impiegato. Abituato a un calcio dominante e di possesso come quello del Manchester City di Guardiola, il belga rende al meglio quando è al centro della manovra e riceve palloni nell’ultimo terzo di campo, dove può esprimere tutta la sua qualità.
Flop a Como? Sì, come tutto il Napoli
Contro il Como, però, i numeri raccontano altro: appena 23 tocchi dopo un’ora di gioco, con meno della metà nella metà campo avversaria e un Napoli fermo al 31% di possesso. Uno scenario che penalizza inevitabilmente le sue caratteristiche. Il rischio è quello di trasformarlo in un capro espiatorio, quando le difficoltà offensive – testimoniata anche da una produzione xG tra le più basse della gestione De Laurentiis – sembrano riguardare più il sistema che il singolo.











