Parma, Cuesta sul suo futuro: "Sono nel presente e non mi piace parlare di me"
"Non mi aspetto niente! Sono nel presente e non mi piace parlare di me. Non è un giorno mio, ma della città e del club. Mi sono sempre sentito onorato e privilegiato, perché qua è stata la prima volta che ho fatto una conferenza stampa e ho iniziato il mio lavoro da allenatore". Carlos Cuesta, al termine del match vinto per 1-0 sul Pisa che ha sancito la matematica salvezza del suo Parma, ha risposto così alle domande sul futuro suo e del club.
"Ho approcciato con umiltà - prosegue il tecnico -, provando a imparare il massimo possibile. Non avevo lavorato con nessuno del mio staff, con nessun giocatore e con la Serie A. Ma conoscevo il passato di molti. Ho provato a mettermi a disposizione per capire il contesto e potenziarlo, oltre a guadagnare credibilità. Magari pensavano fossi un filosofo, ma io ho provato ad aiutare i ragazzi e creare la linea guida giusta per la squadra, creando continuità con quanto era andato bene l'anno scorso. Ho fatto mille errori, cambierei tanto ma secondo me fa parte della vita. Ho provato a farlo coi miei valori e con onestà, mettendomi sempre a disposizione di ciò che era meglio per il Parma, provando a ripagare la fiducia".
Anche oggi scelte offensive, a dispetto di quello che si dice riguardo alla sua idea di calcio: "Se consideriamo la vittoria contro il Verona, abbiamo finito giocando 4-3-3 con tanti giocatori offensivi. Siamo andati con tutto. Anche oggi abbiamo fatto le scelte che pensavamo fossero giuste. Sentivamo che Almqvist ci poteva aiutare ad attaccare la profondità. Abbiamo messo Elphege per fare la doppia punta. Abbiamo scelto di giocare con due punte e fare più cross dall'esterno, come è arrivato il gol. I cambi sono sempre in funzione del risultato".











