Quelli che potevano giocare dall’altra parte: Inter-Milan è anche il derby degli ex, reali o mancati
Nessuno come Hakan Calhanoglu. Il centrocampista turco dell’Inter, che ha vestito la maglia del Milan dal 2017 al 2021, è senza grossi dubbi l’uomo simbolo del derby di Milano. I tifosi, chi per un verso e chi per l’altro, glielo ricordano a ogni partita e lo faranno anche nella prossima stracittadina. Ma Hakan, protagonista di un passaggio a parametro zero con parecchi stracci volati al seguito, non è certo l’unico ex, reale o mancato, del derby.
Chi ha giocato dall’altra parte… Sono più che altro giocatori attualmente all’Inter. Oltre a Calhanoglu, anche Francesco Acerbi ha vestito la maglia rossonera. Una parentesi non proprio felice: arrivato dal Genoa - che ne aveva riscattato la metà dal Chievo - giocò appena dieci partite per poi trasferirsi, a gennaio, proprio al Chievo. Negli anni successivi, Acerbi ha poi ricordato di non aver sfruttato al massimo quella possibilità, anche per comportamenti extra campo. Più lunga l’avventura milanista di Matteo Darmian, che in rossonero ci è proprio cresciuto, dagli undici anni in poi, e ha anche esordito con i professionisti, il 9 maggio 2007 subentrando a Giuseppe Favalli in Milan-Udinese 2-3. Poche, comunque, le presenze tra i “grandi”: appena sei, per poi prendere il volo.
Chi poteva giocarci… In questo caso i grandi protagonisti sono Marcus Thuram da un lato e Rafael Leao dall’altro. L’attaccante francese, nell’estate 2023, sembrava a un passo dal trasferirsi al Milan. Il 23 giugno di quell’anno i rossoneri aspettavano solo una sua risposta, che non arrivava: si era infilata sotto traccia l’Inter, che in verità già in passato aveva manifestato la sua stima al giocatore. In poche ore quella che sembrava una manovra di disturbo si sarebbe rivelata un colpaccio.
A una beffa ne risponde un’altra, più lontana nel tempo, ma doppia. Leao è stato infatti vicinissimo all’Inter, almeno in due occasioni. La prima nell’estate del 2018, quando giocava allo Sporting CP di Lisbona: i dirigenti nerazzurri se lo videro proporre a parametro zero. Tutto nasceva dal terremoto interno al club biancoverde, nato dopo l’aggressione alla squadra da parte di alcuni ultras, per cui fu accusato l’allora presidente Bruno de Carvalho. Diversi calciatori, tra cui anche Rui Patricio e Bruno Fernandes, si liberarono a zero: l’Inter declinò, temendo una lunga questione legale, che poi effettivamente si sarebbe portato dietro. L’idea, però, rimase nella testa della dirigenza: un anno dopo, mentre Leao era passato al Lille, l’Inter era pronta a chiudere. Si scontrò però con Antonio Conte, che voleva a tutti i costi Romelu Lukaku.
La lista non finisce comunque qui e si allunga, soprattutto in chiave Inter. Impossibile dimenticare, per esempio, sempre l’estate 2018, caratterizzata sui rumor di un interessamento nerazzurro per Luka Modric. Non se ne fece nulla. Più recenti gli accostamenti a Christopher Nkunku, proposto alla dirigenza dell’Inter e poi finito al Milan. Ma in viale della Liberazione, pur senza trattative mai divenute concrete, c’è sempre stata grande stima anche nei confronti di Adrien Rabiot, e pure di Samuele Ricci. Tutte frecce oggi nella faretra di Allegri.











