Rinascita Inter: Chivu, Akanji e Lautaro Martinez pilastri del comando
Dalle macerie di Monaco al primo posto in Serie A. La strada nella stagione 2025-2026 è lunga, forse lunghissima. Ma se l’Inter si è rimessa nella giusta carreggiata lo deve soprattutto a Cristian Chivu. Con la Serie A quasi al giro di boa - mancano ancora da recuperare perse per la Supercoppa Italiana - è giusto tracciare un primo bilancio della stagione dei nerazzurri. Oggi Lautaro Martinez e compagni guardano tutti dall’alto, cosa quasi impensabile al fischio finale della finale di Champons League contro il Psg. Chivu è arrivato in punta di piedi, riuscendo nell’impresa più difficile. Dare nuove motivazioni ad un gruppo svuotato mentalmente e con ruggine da smaltire. Sembrava impresa ardua soprattutto dopo l’eliminazione al Mondiale per Club, con le scintille tra Lautaro e Calhanoglu esplose dopo la sconfitta contro il Fluminense. Poteva essere un’estate turbolenta ma così non è stato, anzi: l’argentino e il turco infatti sono alcuni dei trascinatori di una squadra sempre più rodata. Nell’attesa dello scontro diretto contro il Napoli. Senza dimenticare comunque il Milan di Massimiliano Allegri.
Roma non è stata costruita in un giorno. Nemmeno una squadra di calcio, a meno che non si disponga di una materia prima di prim’ordine. L’estate dell’Inter ha vissuto la telenovela Lookman lasciando sotto traccia l’arrivo - quanto mai indovinato - di Manuel Akanji. Lo svizzero è atterrato a Milano in sordina, quasi fosse uno scarto del Manchester City, gentilmente concesso da sua maestà Pep Guardiola. Sono bastate poche partite di rodaggio per capire quanto i citizens abbiano sbagliato a congedare così l’ex Dortmund, oggi sempre più leader di un reparto in crescita. Akanji ha giocato 1440 minuti in Serie A, eguagliato solo dal connazionale Sommer. Insieme a Bisseck e Bastoni sta creando la difesa del presente. Quello che basta per Chivu. A cui sicuramente non piace fare voli pindarici e affidarsi sempre e solo agli stessi uomini. Altro segnale di cesura con l’era Inzaghi, la cui continuità è rappresentata invece da Lautaro Martinez.
L’argentino ha segnato 10 gol in campionato, guida la classifica cannonieri e ha anche messo a referto 4 assist, contribuendo così a 14 gol dei 40 gol totali segnati dai nerazzurri in questo campionato. Snocciolare i numeri del Toro aiuta a comprendere la sua importanza nell’economia della squadra, ma il classe 1997 non è - come tutti - esente da difetti. Le reti segnate nascondono un’efficacia offensiva da migliorare, ma il contributo del classe 1997 è quanto mai fondamentale nell’economia di squadra. Lautaro Martinez rimane il catalizzatore offensivo della squadra, il giocatore capace di accelerare la manovra per renderla più efficace in zona gol. Non a caso è tra i primi per tocchi nell’area avversaria a testimoniare la sua presenza offensiva durante le gare. Leader maximo insomma. Ciò di cui l’Inter ha bisogno per l’assalto tricolore.











