Rocco Commisso e il "suo" Viola Park: un'eredità che resterà per sempre
C’è un’eredità che va oltre i risultati, i bilanci e le stagioni. È fatta di pietra e di campi verdi. Ed è lì che Rocco Commisso ha inciso il suo nome nella storia della Fiorentina: nel Viola Park. Quando nel 2019 Commisso arrivò a Firenze, la società era fragile e priva di una vera casa. Lui individuò subito una priorità che considerava imprescindibile: dare alla Fiorentina un centro sportivo all’altezza della sua storia. Non uno slogan, ma un progetto concreto, seguito passo dopo passo, difeso con ostinazione anche nei momenti più difficili.
Il Viola Park, inaugurato nell’estate del 2024 a Bagno a Ripoli, è il risultato di quella visione. Un complesso di oltre 20 ettari, tra i più grandi e moderni d’Europa, con campi di allenamento, mini-stadi (in tutto 12 campi), strutture mediche, palestre, spazi per il settore giovanile e per la squadra femminile. Un luogo pensato per crescere e formare. Per realizzarlo Commisso ha investito una cifra enorme, circa 120 milioni di euro, sostenuta interamente dalla proprietà. Un investimento personale, fatto senza scorciatoie, affrontando ricorsi, ritardi e ostacoli burocratici, senza mai arretrare. Perché per lui il Viola Park non era solo un centro sportivo: era un atto d’amore verso la Fiorentina.
Nella storia viola, questa struttura rappresenta una svolta epocale. È il simbolo dell’autonomia del club, della centralità dei giovani, della volontà di costruire e non solo di competere. È il segno più tangibile lasciato da Rocco Commisso: un’eredità che resterà nel tempo, a beneficio di chi verrà dopo. Oggi, mentre il calcio saluta uno dei suoi protagonisti più appassionati, il Viola Park resta lì, silenzioso e vivo. A ricordare che alcune opere parlano anche quando chi le ha volute non c’è più.











