Il Sassuolo è sparito. Nemmeno la difesa a 3 ha risollevato i neroverdi e ora Aquilani rischia
II 3-0 dell'Olimpico contro la Roma ha tolto al Sassuolo anche l'ultimo alibi possibile: non c'è stata soltanto una Roma più forte, c'è stata una squadra neroverde che per larghi tratti non è riuscita nemmeno a opporsi. Aquilani lo ha riconosciuto senza cercare ripari: "Non mi aspettavo così poco. Non ho visto né coraggio né personalità. Il responsabile sono io". Questa volta non serve nemmeno aggrapparsi al calendario.
Cinque ko di fila e una difesa che continua a fare acqua
Prima Frosinone, poi Como, Lazio, Fiorentina e Roma. Cinque sconfitte di fila, un solo punto nelle ultime sei giornate e una squadra che, invece di correggere i propri difetti, sembra amplificarli partita dopo partita. A Roma Aquilani ha cambiato anche ciò che finora aveva difeso maggiormente. Difesa a tre, Muric nuovamente titolare, un assetto più prudente. Il risultato? Ventotto conclusioni concesse alla Roma contro sei del Sassuolo, nove tiri nello specchio a uno, dodici angoli a uno. Il problema, dunque, non era soltanto il 4-3-3.
E adesso cosa succede con Aquilani?
Adesso il Sassuolo ha davanti la sosta e potrebbe non essere d'aiuto per Aquilani. Si parla di un possibile esonero nei prossimi giorni, il club sta valutando. Ma è giusto arrivare all'esonero? Se la società ritiene che Aquilani abbia ancora il controllo della squadra, allora deve confermarlo con convinzione, non semplicemente per inerzia. Proteggerlo, dargli tempo e pretendere però una svolta netta alla ripresa. Se invece dentro il club è maturata la sensazione che qualcosa si sia rotto, questo è il momento nel quale intervenire. D'Aversa è uno dei nomi che circolano, ma il punto adesso, al di là dei possibili sostituti, è stabilire se Aquilani possa ancora rimettere insieme i pezzi, perché cambiare tanto per cambiare sarebbe inutile, ma continuare soltanto perché "il progetto va difeso" sarebbe altrettanto pericoloso. Il Sassuolo oggi non ha bisogno di slogan, né di cacce al colpevole, ma dopo cinque sconfitte consecutive, la domanda non può più essere evitata: Aquilani è ancora l'uomo giusto per riuscirci? Fino a qualche settimana fa la risposta sarebbe stata sì senza troppe esitazioni. Oggi non ci sono le stesse certezze. Ed è probabilmente questo, più ancora del 3-0 di Roma, il segnale più inquietante...






