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Ghirelli: "Abbiamo davanti una situazione critica, abbiamo l'obbligo di affrontarla"

TMW - Ghirelli: "Abbiamo davanti una situazione critica, abbiamo l'obbligo di affrontarla"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Ufficio Comunicazione Lega Pro
domenica 27 novembre 2022, 12:34Serie A
di Andrea Piras
fonte da Torino, Simone Dinoi

A margine dello Juventus Next Generation Day, il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli ha parlato ai microfoni dei cronisti presenti: "Magari fossero i costi il problema. Il problema è quello di ragionare a sistema tra le diverse Leghe con la Federazione. Ora però c'è un tempo, 60 giorni, io non so giocare a poker però mi hanno detto che c'è una mossa. La faremo per capire se davvero si può capire se si possono sviluppare i settori giovanili. Il progetto seconde squadre è coerente allo sviluppo dei settori giovanili e quindi c'è bisogno di un intervento finanziario ed economico per strutture materiali e immateriali. E poi affrontare concretamente i problemi. La questione dei costi è relativi. Se si vede la Juventus, ha avuto dei ricavi. Seconda questione: il problema più serio è come affrontiamo le iscrizioni delle seconde squadre nel mio campionato che è la Serie C. Se si ragiona a sistema si può risolvere anche questo".

E' ottimista, possibilista o preoccupato?
"Qualcuno dice che sono agitato. Noi ci siamo presi un impegno qualche settimana in Consiglio Federale: lavorare insieme per trovare una proposta e portarla in Consiglio. Io non me la sento di dire: 'Ci vediamo in Consiglio Federale' perché sento la responsabilità. Non scarico su Casini o Balata. Sarebbe veramente una sciocchezza che non mi permetto. Io sento la responsabilità che ho di rispondere personalmente per la carica che ho rispetto alla crisi del calcio italiano. Ho l'esigenza di dover dare delle risposte. Non mi sento né ottimista né pessimista, sono molto realista. Abbiamo davanti una situazione critica, abbiamo l'obbligo di affrontarla. Ci siamo dati 60 giorni, adesso li vediamo".

E' un passo avanti importante avere una scadenza.
"Visto e considerato che non voglio parlare degli altri ma del sottoscritto, dico che Francesco deve dare risposte entro 60 giorni".

Il punto che metterebbe all'ordine del giorno per migliorare il sistema calcio?
"Dai settori giovanili, dalla crescita dei settori giovanili. E' il problema che abbiamo di fronte adesso. Cosa bisogna fare? Quello che ho detto: ragionare su infrastruttura materiali e immateriali e avere un rapporto con le autorità scolastiche preposte alla materia. Bisogna rovesciare una vecchia concezione che abbiamo dal punto di vista del rapporto della formazione dei ragazzi. Una volta si diceva al ragazzo: 'Vieni al calcio e non pensare al altro'. Una cretinata e un errore spaventosi. Avere una formazione culturale significa dargli anche un potenziale tecnico maggiore perché sa meglio allenarsi, conosce meglio il suo corpo, si alimenta meglio, forse combatte meglio il match fixing e il doping, capisce meglio le tattiche dell'allenatore e quindi a quel punto bisogna ragionare per comprimere i moduli formativi in modo che siano compatibili con l'attività calcistica. Questo è possibile, si fa in tutti i paesi del mondo perché non si deve fare in Italia? Poi dopo c'è la questione relativa alla riforma dei campionati, quelle sono 60 anni che non si fa".

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