Un Conte-ter è possibile. Il Napoli resta la priorità, ma non accetterà ridimensionamenti
Il rientro di Aurelio De Laurentiis da Los Angeles segna l'inizio del conto alla rovescia, ma per il faccia a faccia decisivo con Antonio Conte bisognerà attendere il termine del campionato. Con la qualificazione in Champions League già in tasca e i primi 70 milioni di euro pronti a rimpinguare il bilancio, il club si prepara a pianificare. Tuttavia, il "Conte-ter" più una pura formalità legata all'anno di contratto rimanente, è una questione di visione, scrive Il Mattino.
Il tecnico leccese non cerca un semplice rinnovo, né pretende rivoluzioni folli, ma esige risposte chiare. Il progetto è ancora quello ambizioso che lo ha convinto nel 2024? C'è ancora l'unità d'intenti e, soprattutto, la "carta bianca" totale sull'area sportiva? Conte è stato il motore della rinascita dopo il disastro del decimo posto, ma ora chiede lo step successivo. Nonostante le voci sulla Nazionale, la sua priorità resta Napoli, ma non accetterà ridimensionamenti nell'anno del Centenario.
Il piano tecnico è già tracciato: Conte punta alla conferma di pilastri come Alisson Santos e Neres, al riscatto da 50 milioni di Hojlund e alla blindatura del giovane talento Vergara. Per completare la rosa serviranno almeno sei innesti, rispettando però l'equilibrio di bilancio. De Laurentiis ora riflette perché perdere il suo condottiero dei due ultimi anni d'oro sarebbe un segnale di debolezza. Tutto dipenderà da quel confronto di fine maggio: se le ambizioni del patron coincideranno ancora con la fame del tecnico, il Napoli continuerà a correre.











