Bari nel baratro: ko con la Juve Stabia, penultimo posto e Vivarini ora in bilico
Serata da incubo al San Nicola, dentro e fuori dal campo. Davanti a spalti semi deserti – complice anche un dato record negativo nella vendita dei biglietti – il Bari incassa l’ennesima sconfitta e scivola al penultimo posto in classifica. Contro la Juve Stabia finisce 0-1, un risultato che oggi significherebbe retrocessione diretta.
A decidere il match è il calcio di rigore trasformato da Candellone al 57’, episodio che affonda definitivamente una squadra apparsa fragile, scarica e incapace di reagire. I pochi tifosi presenti assistono impotenti a un copione ormai fin troppo noto, fatto di difficoltà tecniche, mancanza di idee e crescente sfiducia.
Il momento è nerissimo anche fuori dal rettangolo di gioco. A pochi giorni dal 118° anniversario della fondazione del club, il Bari vive una fase che molti definiscono una delle più amare della sua storia recente. I rinforzi annunciati dalla dirigenza non sono arrivati, il mercato non ha portato risposte concrete e ora reperire risorse utili per invertire la rotta appare sempre più complicato.
Il progetto societario, che avrebbe dovuto garantire solidità economica e prospettive, rischia di trasformarsi in una gabbia. Le riflessioni non possono limitarsi alla posizione dell’allenatore Vincenzo Vivarini – ora inevitabilmente a rischio – o del direttore sportivo Giuseppe Magalini, ma devono coinvolgere l’intero assetto dirigenziale. Intanto, però, il tecnico secondo Telenorba è in bilico.











