I primi sei mesi di Passeri: "Siamo entrati nell’Ascoli al buio, con un atto di assoluta fede"
Sono ormai trascorsi sei mesi dal suo arrivo all'Ascoli e, ai canali ufficiali del club, il presidente bianconero Bernardino Passeri ha voluto tracciare un bilancio di questo primo periodo nelle Marche.
Ecco le sue parole: "Sono 180 giorni che siamo insieme, sembra tantissimo, ma in verità sono pochissimi giorni. Sono stati 180 giorni di passione, di delusioni e grandi gioie, siamo entrati nell’Ascoli al buio, con un atto di assoluta fede, o meglio di passione. Ho detto ai miei figli – e loro mi hanno appoggiato – ‘L’Ascoli è l’Ascoli e non può finire così’. Tante fatiche, ma con la spinta e il fuoco che solo Ascoli ti sanno dare. Mi è stata data fiducia a scatola chiusa, eravamo in sella da venti giorni ed è partita la campagna abbonamenti, oltre settemila abbonati, qualcosa di straordinario per la Serie C, abbiamo fatto un gran lavoro di ristrutturazione dell’azienda, ci siamo riusciti perché tutta Ascoli era con noi, voi sponsor in particolare che avete iniziato a sorreggerci quando ancora non avevamo iniziato il campionato e fino a quel momento avevate sentito solo belle parole, le mie. Questo può succedere solo ad Ascoli".
Prosegue: "Dopo questi 180 giorni abbiamo iniziato a progettare. La prima fase era servita per mettere in assetto l’organizzazione della società togliendo tante figure, ci abbiamo messo la faccia: il sottoscritto, mio figlio, il DS. Il risultato sportivo ci sta dando ragione. La mia filosofia di calcio è completamente diversa dal calcio attuale, per me il calcio è etica. Da oggi inizieremo a progettare con una filosofia di base che lavora sul territorio e sui giovani. Il calcio è un fatto sociale, prima vogliamo creare aggregazione, piccoli uomini e poi arrivare al calciatore. Vogliamo che Ascoli diventi il miglior centro sportivo d’Italia per le giovanili. Lavorando così i risultati sportivi verranno da sé, sono una conseguenza. L’Ascoli si deve sorreggere perché ha un progetto sì sportivo, ma di territorio, noi dobbiamo essere testimonial di Ascoli Piceno non solo a livello nazionale, ma anche fuori dai confini nazionali, abbiamo giocato un torneo a Riyadh, dove hanno scoperto il nostro modo di fare calcio, come siamo organizzati e la nostra filosofia".
Conclude: "Oggi Ascoli è una realtà che è riuscita a fare qualcosa di molto importante insieme a voi, stiamo cercando di acquisire la totale proprietà del Picchio Village insieme ad alcuni partner qui presenti, tutti possono partecipare alle iniziative che faremo. Per lo stadio stiamo valutando la possibilità di recuperare tutti gli spazi sotto la tribuna Mazzone che finora non sono utilizzati. Lo stadio dovrà essere al servizio dei tifosi e dei cittadini, così il centro sportivo, una volta c’erano gli oratori, oggi dobbiamo creare qualcosa per i giovani".











