Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
TMW Radio

Pizzoli: "Mercato di gennaio? Solo occasioni. Arezzo favorito, nel Girone C è una Royal Rumble"

TMW Radio
Luca Bargellini
autore
Luca Bargellini
mercoledì 14 gennaio 2026, 12:19Serie C
14.01.2026 12:19Serie C
FotoTUTTOmercatoWEB
Ascolta il podcast
A Tutta C
00:00
/
00:00

In esclusiva ai microfoni di TMW Radio, nel corso della trasmissione 'A Tutta C' è intervenuto il direttore sportivo Alessandro Pizzoli. Dalle dinamiche della sessione invernale alle prospettive promozione nei tre gironi di Serie C, fino alla tutela dei lavoratori sportivi: ecco l'analisi completa del dirigente.

Direttore, un tempo quello di gennaio si chiamava mercato di "riparazione", oggi è quasi una "ristrutturazione". È davvero la sessione più complicata per un ds?
"È senza dubbio il mercato più difficile perché la scelta è minore. I giocatori bravi chi li ha se li tiene, a meno di situazioni contingenti, ridimensionamenti o problematiche interne al club, cosa purtroppo frequente nelle ultime stagioni. Più che di scelte programmatiche, si tratta di un mercato di occasioni: spesso ci si deve accontentare del profilo migliore tra quelli disponibili, non necessariamente della prima scelta".

Guardando al campo, nel Girone A il Vicenza sembra non aver bisogno di nulla. Negli altri due gironi la lotta è apertissima. Chi può dare la sterzata decisiva con i nuovi innesti?
"Nel Girone B penso che l'Arezzo abbia già fatto ciò che doveva: ha puntellato e rinforzato la rosa, credo sia l'unica padrona del proprio destino. Il Ravenna sta performando oltre le aspettative; potrebbero fare un colpo dell'ultimo minuto, ma non credo altereranno gli equilibri. Il Girone C, invece, è una "Royal Rumble". Sono tutte società con grandi disponibilità: vedo il Benevento come la più equilibrata, mentre c'è più confusione a Salerno e qualche risultato mancato a Cosenza. Il Catania ha già rinforzato molto la rosa, ma in questo girone tra campo e fuori campo le sorprese durano fino all'ultimo giorno".

Lei vanta un'importante esperienza nello scouting internazionale. In Italia si discute molto delle Seconde Squadre: meglio il modello spagnolo, ricalcato dalla nostra FIGC, o quello inglese con campionato riserve a sé stante?
"Il modello spagnolo è il più formativo, quello inglese il più conservativo. In Inghilterra il sistema funziona perché i club investono cifre enormi nelle academy e il livello rimane altissimo. In Italia, però, il progetto Seconde Squadre ha un impatto più immediato sulla crescita. Permette al giocatore di confrontarsi con i "grandi" in un contesto protetto".

A tal proposito, quanto è difficile oggi convincere un giovane a fare "un passo indietro" per giocare con continuità?
"Moltissimo. Quando ero responsabile del settore giovanile alla Sampdoria, spesso dovevamo mandare i ragazzi in prestito in B o C, per poi spostarli a metà stagione perché non trovavano spazio, rallentandone la crescita. Ricordo il caso di Zaza: lo demmo alla Juve Stabia in B e a gennaio aveva collezionato solo 11 minuti. Lo spostai a Viareggio, in C: fece gol, salvò la squadra e si rilanciò. Oggi è difficile convincere i ragazzi che escono dalle grandi Primavere ad accettare una categoria inferiore, ma è l'unico modo per farli giocare davvero".

Oltre al campo, lei è consigliere nazionale di Unilasp, il primo sindacato dei lavoratori sportivi. Perché questa figura è diventata così centrale?
"L'idea è nata da Alfonso Morrone, presidente di AdiCosp. Abbiamo notato che, nonostante le crisi societarie sempre più frequenti, non esisteva un organo di tutela specifico per i lavoratori sportivi, che sono in costante aumento. È un percorso appena iniziato e non sarà facile, ma è fondamentale avere un riferimento normativo e di tutela per tutte le figure del mondo dello sport, non solo del calcio. Le crisi toccano tutti, come vediamo purtroppo nel basket a Trapani".

Altre notizie Serie C

Immagine editoriale di Tommaso Bonan
La Roma dimentica il Real, l'Inter dimentica il Brugge, il Napoli si dimentica di giocare. L'avvio horror di Allegri che fa tremare De Laurentiis
TMW Podcast
Serie A
Serie B
Serie C
Pronostici
Calcio femminile